Era il 1 marzo del 2005 quando moriva improvvisamente, a 59 anni, per un’emorragia interna, Alberto Castagna. Amatissimo conduttore televisivo, protagonista e ideatore di “Stranamore”, che doveva andare in onda con una nuova stagione quando Alberto morì. A dare l’annuncio in tv, Paolo Bonolis, al Festival di Sanremo 2005.

Di famiglia napoletana, esordì come giornalista, prima a Il Piccolo di Trieste e poi al Settimanale; nel 1982 entrò in RAI, in forze al TG2, inizialmente come cronista e poi in qualità di inviato speciale. Nel 1988 collaborò alla realizzazione di Serata d’onore, condotto da Pippo Baudo, per poi condurre Mattina 2, trasmissione del mattino di Rai 2 di Michele Guardì, con il quale lavorò anche in seguito conducendo I fatti vostri (1992).

La conduzione del programma del mezzogiorno della seconda rete RAI gli regalò una grande popolarità, che lo portò a vincere, nel 1993, il Telegatto come personaggio maschile dell’anno. Dall’autunno successivo passò alla Fininvest, esordendo su Canale 5 con il quiz del pomeriggio Sarà vero?.. Nello stesso anno si concesse anche un cameo nei panni di sé stesso in un episodio del film di Enrico Oldoini Anni 90 – Parte II, assieme a Massimo Boldi e Nadia Rinaldi.




Già molto popolare, nel 1994 lanciò in prima serata su Canale 5 la sua trasmissione più rappresentativa, Stranamore, che nel corso delle stagioni ottenne un ottimo successo di pubblico, pur non essendo esente da critiche e insinuazioni sulla sua autenticità. Nello stesso anno e il successivo condusse anche Bellissima, concorso di bellezza organizzato da Canale 5; ad affiancarlo, Luana Colussi (1994) e Francesca Rettondini (1995).

Ormai divenuto un volto popolare dell’azienda fondata da Silvio Berlusconi, condusse nel pomeriggio di Canale 5 anche Complotto di famiglia (1994-1995), il varietà estivo Cuori e denari (1995), insieme ad Antonella Elia e Simona Ventura, e Casa Castagna (1995-1996, con la regia di Gianni Boncompagni).

Nel 1996 recitò in La villa dei misteri di Beppe Cino, fiction andata in onda su Rete 4.




La sua carriera subì una brusca battuta d’arresto nel 1998 quando, venti giorni dopo un intervento chirurgico che aveva rimandato da tempo, fu vittima di un doppio aneurismaall’aorta, che lo costrinse a subire due interventi chirurgici nell’arco di pochi giorni e una lunga degenza in ospedale durata otto mesi, subendo vari altri interventi anche nei mesi successivi al ricovero, avvenuto il 18 luglio. Rimase ricoverato fino al marzo del 1999, citando in seguito in giudizio i medici che lo avevano operato.

La sua battaglia contro la morte fu raccontata nel suo libro La mano sul cuore, edito nel 1999 da Arnoldo Mondadori Editore. I problemi di salute tuttavia rimasero anche dopo la fine della degenza, costringendolo a sottoporsi a dialisi e a rimanere in attesa per un trapianto di reni.

Nel 2001 tornò in televisione alla guida di Stranamore, che dopo aver inizialmente ritrovato il successo delle prime edizioni fu spostato su Rete 4, a causa di un vistoso calo d’ascolti.




Nel 2003 fu nominato assessore per i grandi eventi del comune di San Felice Circeo, carica dalla quale si dimise nel 2004.

Nell’autunno del 2004 condusse un nuovo programma su Rete 4, Cosa non farei, mentre da febbraio 2005 tornò alla conduzione di Stranamore, coadiuvato da Emanuela Folliero. Nello stesso mese suscitarono clamore alcune dure esternazioni e insulti su alcuni colleghi e sulla televisione in generale.




Il conduttore morì il 1º marzo 2005, all’età di 59 anni, per un’emorragia interna