Dopo il grande successo ottenuto nel 1978 con I guerrieri della notte, il regista Walter Hill mise a segno un altro grande cult amatissimo ancora oggi: 48 ore (48 Hrs.), un action con protagonisti Nick Nolte e Eddie Murphy considerato l’origine del florido genere dei buddy-cop movie, caratterizzato da una coppia di poliziotti con personalità agli antipodi e un caso da risolvere con risvolti da commedia (anche se qua Murphy non è esattamente un poliziotto, anzi).

Per Eddie Murphy si trattò del primo ruolo cinematografico; nel 1982 era uno dei vari comici del Saturday Night Live e non aveva mai recitato in un film. Proprio la sua inesperienza fece venire dei dubbi a Nick Nolte, che inizialmente non era nemmeno molto convinto dello script. Walter Hill, per farlo ricredere, gli fece pagare dalla produzione volo e hotel per New York con lo scopo di farlo incontrare di persona con il suo futuro collega di set. L’aneddoto è stato raccontato da Nolte stesso nel corso di un’intervista (che potete ascoltare in calce).

“Quando arrivai a New York vidi un sassofonista sulla 48esima strada e poi salii nel suo appartamento” ricorda Nick Nolte“All’epoca si faceva largo uso di… una certa polverina bianca, così rimasi tre giorni nell’appartamento di quel tizio”.

“A un certo punto gli dissi che dovevo andare al Saturday Night Live a incontrare una persona, e lui mi disse: “Chi, il tizio nero? Quello è un pazzo maniaco!” Confuso e scoraggiato dalle parole, Nolte se ne tornò a Los Angeles senza aver incontrato Murphy. Capì successivamente che in realtà musicista si riferiva a un altro componente del Saturday Night Live, il più anziano Garrett Morris.

Quando raccontò a Walter Hill quanto successo, ovvero che “Eddie Murphy era un pazzo maniaco”, il regista gli rispose “un pazzo maniaco Eddie Murphy? Non l’hai incontrato vero? Questa è l’ultima volta che ti faccio pagare un viaggio”.

Alla fine Nolte e Murphy si incontrarono quando quest’ultimo volò a Los Angeles, per poi scoprire di avere un’ottima alchimia.

 

 

Eddie Murphy venne quasi licenziato perché… non faceva ridere abbastanza.

Parlando con James Lipton a Inside the Actors Studio, Eddie Murphy ha rivelato che, a sua insaputa, dietro le quinte di 48 Hrs. si parlava di licenziarlo perché non era abbastanza divertente nel film. Venne messo al corrente di questa cosa solo a film concluso. Nonostante in seguito abbia fatto film decisamente più comici, anche nel film di Walter Hill l’ironia di Murphy è decisamente apprezzabile, non trovate? 

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