In onda questa sera ecco le curiosità sul film CASINO’ di Martin Scorsese.

 Viene spesso considerato la terza parte della trilogia della mafia di Scorsese, iniziata nel 1973 con Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno, proseguita nel 1990 con Quei bravi ragazzi ed ultimata con questa pellicola nel 1995.[1] Il film è basato sul romanzo di Nicholas Pileggi, Casino: Love and Honor in Las Vegas, basato a sua volta sulla vera storia di Frank “Lefty” Rosenthal ed Anthony “The Ant” Spilotro.




Per la sua interpretazione Sharon Stone ottenne una nomination all’Oscar come miglior attrice ed un Golden Globe per la migliore attrice, Scorsese ricevette una nomination al Golden Globe per il miglior regista e Dante Ferretti, nel 1996, si aggiudicò il Nastro d’Argento per la migliore scenografia.

Negli Stati Uniti, il film uscì il 22 novembre 1995, arrivando in Italia il 13 marzo 1996.

Scorsese disse, a proposito della sceneggiatura: 




«Si basa su battute estemporanee, gente che racconta storie, parte per la tangente, fa digressioni. Ma si tratta di fare digressioni per poi tornare alla storia, montare tutto in modo veloce per riportare tutto al racconto. È uno stile che io e Nick avevamo iniziato con Quei bravi ragazzi e che qui abbiamo portato alle estreme conseguenze”

Il cast del film vede Robert De Niro, Joe Pesci e Sharon Stone come protagonisti, tutti affiancati da una schiera di attori più o meno noti. Richiamando Pesci e De Niro, con Scorsese alla regia, si ricreava la squadra vincente (senza Ray Liotta) che era riuscita a trasporre su grande schermo il mondo mafioso in Quei bravi ragazzi. La cosa era favorevole, poiché i rapporti tra gli attori erano già ben consolidati:

Per calarsi di più nel ruolo di Sam Rothstein, personaggio modellato sul vero Frank Rosenthal, De Niro lo incontrò. «È sempre più interessante incontrare la persona reale. Anche se la storia è romanzata, quella persona ti fornisce gli spunti, sebbene poi tu debba cambiarli per questioni legali o altro, ma puoi sempre sfruttarli in altro modo», disse De Niro circa il suo incontro con l’imprenditore. Dopo il primo incontro, De Niro sentì svariate volte Rosenthal al telefono e lo incontrò, insieme a Scorsese, per un paio di scene fondamentali: quella dell’esplosione della propria auto e quella del pestaggio di Lester Diamond.




In questo trio già ben collaudato doveva per forza inserirsi il personaggio femminile di Ginger, che, a detta di poliziotti, mafiosi e dei giocatori d’azzardo, era bellissima e furbissima. La partecipazione di Sharon Stone per il ruolo di Ginger non fu cosa facile: il primo incontro con Scorsese sfumò per ragioni sconosciute, al secondo incontro il regista non si presentò a causa di un guasto al treno con il quale stava arrivando. La Stone capì erroneamente che Scorsese non la volesse provinare e cercasse delle giustificazioni, quindi, quando Ellen Lewis la chiamò per una terza audizione, rifiutò. Fu il regista stesso che, venuto a sapere che la Stone stava cenando in un ristorante vicino, corse a chiederle di partecipare al film. Dopo un colloquio, la Stone accettò di fare un provino per la parte assegnatale. L’attrice non ebbe notizie per mesi, sino a quando, un giorno, la Universal non la chiamò, comunicandole che Scorsese e De Niro tornavano in California e volevano rivederla. Nonostante le paure dell’attrice, Scorsese era rimasto colpito dall’audizione, sapendo tuttavia che questa si era trattenuta per paura di apparire troppo brutale.

Una volta entrata a far parte del cast, la Stone chiese a Scorsese di essere duro con lei e di fare uscire il suo lato nascosto, dato che ormai la gente la credeva ancorata al personaggio di Basic Instinct. All’attrice stessa venne lasciato molto spazio per creare il suo personaggio: l’idea del cambio drastico di look nella seconda parte della pellicola venne deciso dalla Stone, la quale, per quella sequenza, aveva pensato: «[Ginger] dovrebbe tagliare i capelli e farsi delle tette da sballo». Scorsese accettò la sua proposta, che in breve tempo si procurò delle protesi e girò la scena, ottenendo l’effetto voluto. La Stone venne messa a suo agio sul set anche da De Niro, che la consigliava e la aiutava, conoscendo già Scorsese. Una delle scene più difficili da girare con la Stone, a detta del regista, fu quella in cui Ginger rivela a Sam di avere una relazione con un altro uomo. Scorsese, invece, la aiutò per la scena in cui Ginger chiama Sam dalla cabina telefonica di Beverly Hills, tanto che in seguito la Stone dirà che «Scorsese è la persona più squisita con cui lavorare».

Joe Pesci tornava a lavorare con Scorsese dopo aver partecipato ai suoi Toro scatenato e Quei bravi ragazzi. Anche in questo film, Pesci rappresentava il personaggio insensibile e violento.




 

James Woods interpreta Lester Diamond

Un’altra novità per Scorsese fu James Woods, che accettò di partecipare alla pellicola data la sua precedente collaborazione con Sharon Stone, nel 1994, in Lo specialista e quella con De Niro, nel 1984, in C’era una volta in America.

Frank Vincent, che nel film interpreta Frank Marino, disse che il recitare in un film di Scorsese fu la spinta più importante per la sua carriera. Il personaggio di Marino era basato su Frank Cullotta, che faceva da consulente tecnico per il film, dato che era passato sotto l’ala difensiva della protezione testimoni, ma aveva assistito ai fatti che venivano narrati. Per ricambiarlo della consulenza, Scorsese gli diede una parte alla fine della pellicola. Nella scena dell’omicidio di Alan King, Cullotta spiegava all’attore come si uccideva tra i mafiosi, ma – una volta terminata la scena – non si mostrò soddisfatto. Perciò, Scorsese decise di mettere da parte l’attore e fare sparare Cullotta.

Numerosi sono inoltre i comici statunitensi che recitano nella pellicola: King, Dick Smothers, Don Rickles ed altri. In particolare, Rickles aveva recitato in due soli film drammatici. Casinò vide Rickles per la prima volta in un ruolo totalmente drammatico. L.Q. Jones partecipò alla pellicola nel ruolo di Pat Webb, poiché era uno degli attori preferiti di Scorsese. Fu molto importante anche l’aiuto di Catherine Scorsese, la madre del regista, e di Vinny Vella, un caratterista italoamericano. Per la scena in cui Vella si lamenta ed inizia ad imprecare, Scorsese disse a sua madre di reagire spontaneamente alle imprecazioni dell’attore. La responsabile del casting Ellen Lewis aiutò il regista a trovare tutte le comparse e i personaggi secondari del film: molti dei mafiosi sono dunque reali, così come i poliziotti ed i croupier.