Che fine ha fatto il bambino di “Piccola Peste” Si chiama Michael Oliver, è nato nel 1981, ed è scomparso dai riflettori“.

Nasce a Los Angeles, California, col nome di Michael Oliverius. Incomincia la sua carriera prestissimo, all’età di due anni, come modello per un catalogo della Sears. A sei anni appare in una pubblicità della Chevron Corporation, in cui porta gli occhiali e viene doppiato. In questa occasione viene notato da un agente che gli propone di partecipare al casting di Piccola peste; Michael accetta e viene scelto per interpretare il ruolo del protagonista.




Piccola peste debutta nel 1990 e nonostante le recensioni negative e i temi sensibili affrontati, per i quali è stato definito più come una commedia per adulti che un film per tutta la famiglia, riscontra successo in tutte le categorie d’età, dai bambini ai nonni. Nel 1991 esce il seguito di Piccola pestePiccola peste torna a far danni, che non riesce ad eguagliare il primo episodio, soprattutto per il ricorso continuo ad un linguaggio non adatto al pubblico verso cui il film è rivolto.[1] In seguito, partecipa ad alcune serie Tv, e nel 1995 ha un ruolo in una produzione cinematografica, Dillinger and Capone, che sarà la sua ultima interpretazione.




Dopo il completamento di Piccola peste torna a far danni, la Universal Pictures denunciò la madre-manager di Michael, Dianne Ponce, per estorsione. Secondo quanto dichiarato dalla casa di produzione, alla vigilia delle riprese del film, la Ponce minacciò di non far partecipare suo figlio alla lavorazione a meno che il compenso non venisse adeguato ed aumentato da $80,000 a $500,000. Le parti si accordarono per una cifra di 250,000 dollari. In seguito, una sentenza della Corte Superiore dichiarò il contratto stipulato in seguito alla rinegoziazione del compenso non valido, e obbligò Oliver e la Ponce a restituire 170,000 dollari alla Universal Pictures.

Ha partecipato al video musicale dei Beach Boys Problem child. Nel 2005 si è classificato al numero 68 tra i “100 Greatest Kid Star”.




“Ho avuto il massimo e non ho avuto nulla, se mi dicessero che potrei avere quello che avevo prima, direi di no”.Credo si sia trattato di una separazione reciproca tra me e l’industria del cinema. Mi sembrava di aver dato tutto. Ho cominciato a realizzare che desideravo una vita normale. Mi sono fatto il mazzo, ho fatto diversi lavori per avere un’esistenza normale e sono felice così”

Ora è un tecnico informatico.