L’attrice Claudia Koll, ospite della trasmissione Oggi è un altro giorno si racconta, ricordando il momento in cui è nata una nuova “Claudia”:

“Ero alla ricerca di un senso. Già da bambina con la malattia di mia madre, mi sono chiesta: ‘Perché io sono dovuta nascere e mia mamma è stata male?’, e poi questa malattia lei se l’è portata dietro per tutta la vita e io mi sentivo responsabile”. 

E a proposito della sua conversione, l’attrice rivela:

“Il mio è stato uno scontro frontale, prima con il male e poi con il bene… C’è stata una tentazione grande, il male si è manifestato come maligno e ha cercato di uccidermi. In quel preciso momento in cui facevo colluttazione con il male è intervenuto Dio che mi ha liberata ed ho percepito una grande pace”.

E poi continua:

“Il male tende a soffocare… Io sentivo un qualcosa che saliva sul corpo e mi stritolava”.

L’attrice poi prosegue parlando di Laura Antonelli, donna che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in difficoltà e che Claudia Koll è andata a cercare:

“Sono andata a cercarla perché sapevo che era da sola. Le volevo far sentire l’affetto perché capivo la sua sofferenza di donna. Lei era rimasta ferita dalla vita, da diverse scelte fatte e persone incontrate… Le ho citofonato e ci siamo abbracciate per tanto tempo”.

E su Tinto Brass e il film “Così fan tutte” del 1992:

“Non sapevo scegliere nella vita. Non credevo nelle mie capacità così avevo afferrato quel film pensando di usare quella situazione per farmi conoscere e fare il cinema che a me piaceva. Il cinema d’autore. Ma non fu così. Bisogna lottare per farsi conoscere per come realmente vuoi essere conosciuta e non in quel modo”.