«Quella Williams era instabile, non sarebbe dovuta scendere in pista»





Nel suo nuovo libro l’ingegnere britannico confessa quello che si tiene dentro da più di 20 anni. Parliamoci chiaro è un mostro di ingegneria, stiamo parlando di uno dei più forti ingegneri della formula 1. I numeri parlano chiaro: le “sue” monoposto hanno vinto 9  mondiali piloti, 10 titoli costruttori e 142 gran premi. Newey, all’epoca, era uno degli ingegneri capo del team Williams e sente ancora una grande responsabilità per quanto è successo. Lo scrive nel suo nuovo libro “How to build a car”.

Che sia stato il piantone dello sterzo o meno a provocare l’incidente di Ayrton cambia poco: resta il fatto che quella macchina nacque da un cattivo progetto e non avrebbe mai dovuto scendere in pista – scrive Newey parlando dell’incidente di Imola – e io ero uno degli ingegneri del team che progettò una macchina dentro la quale morì un grande uomo. Sentirò sempre una certo grado di responsabilità per la morte di Ayrton. Quello di cui mi sento responsabile – precisa – è aver rovinato l’aerodinamica di quella macchina» rendendola difficile da guidare e costringendo quindi Senna a spingere oltre il limite. «Sono stato ingannato dalla transizione dalla sospensione attiva a quella passiva e ho disegnato una macchina aerodinamicamente instabile: Ayrton provava a fare cose che quella vettura non era capace di fare».

Ayrton Senna da Silva (San Paolo, 21 marzo 1960 – Bologna, 1º maggio 1994[) è stato un pilota automobilistico brasiliano, tre volte campione del mondo di Formula 1 nel 1988, 1990 e 1991.




Considerato il più forte pilota di Formula 1 di tutti i tempi, coniugava la capacità di portare al limite la sua monoposto con una grande sensibilità nella messa a punto e nella scelta degli pneumatici[4]. Morì in seguito ad un tragico incidente nel Gran Premio di San Marino del 1994.

Particolarmente veloce sul giro in prova, Senna è stato il pilota, dopo Juan Manuel Fangio, Jim Clark ed Alberto Ascari, ad avere ottenuto più pole position in rapporto ai Gran Premi disputati, ed è il quinto pilota in classifica per numero di vittorie (41) dietro a Michael Schumacher (91), Lewis Hamilton (62), Alain Prost (51) e Sebastian Vettel (46).




FONTE http://www.corrieredellosport.it/news/formula-1/2017/11/06-33515115/f1_newey_mi_sento_responsabile_per_la_morte_di_senna_/