S’intitola Fabrizio De André. Principe libero, ed è un biopic dedicato al grande cantautore genovese.
Il titolo deriva dalla citazione del pirata britannico Samuel Bellamy iscritta nelle note di copertina di uno dei dischi più belli di De André, “Le nuvole”:  «Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare».
Il film, che sarà nelle sale cinematografiche per soli due giorni, il 23 e 24 gennaio, distribuito da Nexo Digital), e andrà in onda a febbraio su Rai1, racconterà l’umana avventura del suo protagonista: dall’infanzia ai capolavori della maturità, passando attraverso il racconto accurato degli anni di Genova, del rapporto con la famiglia e dell’apprendistato formativo svolto nei caruggi della città, contornato da amici vicini come Paolo Villaggio – sarà lui a coniare per De André il soprannome con cui è tuttora noto, Faber – e delicatamente più distanti, come Luigi Tenco. Seguono i primi successi – Mina che porta in televisione la sua “Canzone di Marinella” –, le prime timide esibizioni dal vivo, l’incontro con Dori Ghezzi, la vita da agricoltore in Sardegna fino alle drammatiche pagine del rapimento e al successivo ritorno sulle scene.