Il sequel del film del 2004, sempre firmato da Brad Bird, batte ‘Alla ricerca di Dory’ ed è il cartoon con maggiore incasso nel primo weekend di programmazione. Nelle sale italiane arriva il 19 settembre.




Debutto record al box office Usa per Gli incredibili 2: con 180 milioni di dollari nel week end, il nuovo film Disney-Pixar diretto da Brad Bird, sequel del cult del 2004, non solo ha frantumato il precedente primato per un film di animazione al primo fine settimana nelle sale, stabilito due anni fa da Alla ricerca di Dory con 135 milioni di dollari, ma si è anche piazzato all’ottavo posto dei migliori debutti di sempre. Nelle nostre sale è atteso a settembre.




Il primo capitolo fu un successone. 

Brad Bird, scrittore e regista del film, ebbe l’ispirazione per la pellicola dalle proprie esperienze personali: a metà degli anni novanta Bird si districava tra la famiglia, appena formatasi, e il suo lavoro come regista e sceneggiatore nel team de I Simpson, che costituiva anche la sua passione. Bird era inoltre molto frustrato: ogni film che cercava di sviluppare non riusciva a prendere vita. La situazione vissuta da Bob Parr nel film è molto simile a quella di Bird, perché non riesce a concentrarsi su entrambe le cose contemporaneamente. Secondo l’autore, se si fosse concentrato troppo su una cosa, avrebbe perso di vista l’altra. La storia venne, però, messa da parte, in favore de Il gigante di ferro. Nel 1999, quando il film era ormai completato, Bird decise di proporre la sceneggiatura agli studi della Warner Bros. Animation, ma questi chiusero pochi mesi dopo. Venne allora chiamato da John Lasseter, suo vecchio amico, che gli offrì un posto da regista alla Pixar. Bird accettò e decise di mostrare la sua sceneggiatura, ampiamente rivista e corretta, agli studi d’animazione californiani. La proposta venne accolta e, nel 2000, la produzione de Gli Incredibili iniziò.




Con budget stimato intorno ai 92.000.000  e una lavorazione durata circa quattro anni, è considerato uno dei più complessi film Pixar mai prodotti.

Gli artisti che lavorarono al film idearono più di cento set e dozzine di vestiti, alcuni dei quali apparivano nella pellicola solo per una manciata di inquadrature. Gli animatori dovettero far fronte anche a diversi problemi: la simulazione dell’acqua (già affrontata in Alla ricerca di Nemo) e quella degli esseri umani. Il film, infatti, è il primo a basare la propria trama completamente sugli umani. Il team di lavoro fece diverse ricerche e Bird mise subito in chiaro come non volesse l’iperrealismo tipico dei prodotti DreamWorks Animation, ma puntasse più sulla credibilità, sul fatto che quello che gli spettatori vedevano fosse plausibile. Per questo gli artisti studiarono la muscolatura umana, per meglio simulare i movimenti dei personaggi, la pelle e i capelli. Il design di tutti i personaggi secondari deriva da quello di Universal Man, ovvero un personaggio creato con generalità e caratteristiche generiche. Ogni personaggio, ad eccezione dei protagonisti, non è altro che una versione modificata (testa schiacciata, stazza differente, cambiamenti del viso) dell’Universal Man.