Natalie, Brooke, Taylor, Quinn, Asher e Gavin formano un gruppo di adolescenti Americani classici, come ne abbiamo visti tanti nel cinema. Fra loro c’è la ragazza timida, quella fintamente navigata, quella coraggiosa e pronta ad affrontare qualsiasi situazione con il sorriso. Di contro, c’è il ragazzo dell’una, lo spasimante dell’altra, l’elemento superfluo che muore solitamente per primo.




Tutti insieme si sono dati appuntamento all’Hell Fest la notte di Halloween, un festival cittadino itinerante a tema horror che offre giostre, labirinti, case degli specchi e molto altro; il tutto condito con attori in maschera e visitatori in costume, che rendono il tutto più elettrizzante e pauroso.
Peccato però che fra tutte le maschere del parco ce ne sia una particolarmente inquietante, che punta gli ospiti più spensierati e li perseguita senza pietà. Un modo di fare “stalking” alquanto particolare, discreto, per spaventare basta fermarsi in un angolo e guardare da lontano, anche senza mai avvicinarsi, con gli occhi spenti di una maschera terrificante.




Tutto si muove sul confine dello scherzo, come fosse un’idea stessa dell’Hell Fest per rendere unica l’esperienza dei suoi visitatori, finché il nostro attore-stalker non ha la bella idea di impugnare armi fra le più disparate. Un cattivo che non offre un contributo di rilievo, che se nelle sembianze e nel modus operandi può riportare alla mente il famigerato Michael Myers ma che a differenza sua non ha davvero nulla che possa permettergli di stamparsi nella memoria dopo il termine della visione. Anche il cast, “capitanato” dalla Bex Taylor-Klaus della serie Netflix Scream, non fa mai nulla per uscire dagli schemi, si limita a eseguire ciò che Gregory Plotkin – dalla sedia della regia – ordina, senza passione o sussulti. Il film non vuole mai spaventare veramente, tenendo un filo d’ironia perenne. Jump Scare quanti ve ne pare, ma non bastano. Hell Fest ha tutto ciò che un film dell’orrore deve avere, peccato però che non tenti mai un approccio originale, non rielabori mai gli elementi standard che il cinema horror Hollywoodiano ci propina senza sosta.