Questa volta Netflix prova a realizzare una serie originale destinata presto a diventare un cult: Hill House, disponibile sulla piattaforma da ieri. Per gli appassionati del genere sarà stato sufficiente sentire il titolo per saltare dalla sedia: si tratta dell’adattamento del celebre romanzo del 1959 L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, un classico del genere horror che di fatto ha inventato il filone delle case infestate. Una storia fatta di spaventi, morte ed eventi soprannaturali ma che in più di un’occasione travalica il genere da cui proviene per diventare universale.




E probabilmente immortale. Hill House è una delle serie tv più attese della stagione e verrà ricordata per molto tempo come uno dei migliori prodotti horror in assoluto dell’universo seriale. C’è poco da fare: The Haunting of Hill House fa paura. E molta.
Una paura sottile e tagliente, che entra sottopelle, che Flanagan (che qui si conferma definitivamente il vero talento dell’horror contemporaneo, altro che James Wan) costruisce con astuzia e perverso compiacimento.
Sai sempre che sta per accadere qualcosa, nei momenti in cui qualcosa sta per accadere, ma i tempi e i modi sono spesso sorprendenti, dilatati, e l’ansia cresce più nell’attesa che nel momento della rivelazione, come dovrebbe sempre essere e troppo spesso non è. Non ci sono jump scare: il regista evita di ricorrere a facili trucchi per far saltare lo spettatore dalla sedia, ma è capace di costruire un’atmosfera assolutamente inquietante. Questo è Hill House, un ottimo prodotto Netflix che piacerà agli amanti dell’horror, ingiudicabile come adattamento, un prodotto solido, valido, chiaro negli obiettivi e capace di fondere bene dramma e orrore grazie alla sua messa in scena cosi curata per essere una serie tv, ed una sceneggiatura a tratti Kinghiana. Consigliata.