un talento non adeguatamente riconosciuto e sostenuto dall’industria discografica e di conseguenza anche dal pubblico: questa era Mia Martini. Sacrosanto e meritorio, quindi, che RaiFiction abbia voluto portare al grande pubblico la sua biografia. Un parziale, simbolico risarcimento alla vittima di un pregiudizio fatale. 




Vittima di una certa insistenza sul lato melodrammatico, approfondendo invece poco alcuni rapporti e snodi cruciali della sua vita, come il rapporto con la sorella, Io sono Mia riesce spesso a superare il rischio della scimmiottatura meccanica da ritratto televisivo, grazie a una cura formale superiore al solito e a una generosa interpretazione di Serena Rossi, convincente soprattutto nelle parti cantate.  La Rossi si nutre dell’essenza stessa della Martini e ce ne da una sua interpretazione, mostrando però per lei un incredibile rispetto. L’attrice reinterpreta e canta le canzoni di una vita della Martini, stando attenta ai vari passaggi, ai cambiamenti della voce e alle intenzioni di alcune canzoni, mostrandosi fedele nei movimenti, da quelli più sciolti e sensuali degli inizi a quelli più rabbiosi e impauriti degli ultimi anni.

Il film seleziona solamente cinque brani, tutte hit: ‘Padre davvero’, ‘Piccolo uomo’, ‘Minuetto’, ‘E non finisce mica il cielo’, ‘Almeno tu nell’universo’. In un arco che va dal ’71 all’89, ovvero dall’inizio della carriera sotto il nome di Mia Martini all’emozionante interpretazione Sanremese del brano di Bruno Lauzi.




Si nota subito una maggiore cura da parte di tutti i reparti nelle scene musicali, quelle dove Mina è sul palco a cantare: molto ben realizzate. soddisfacenti. Il film comunque comprime molto la vita di Mia, accennando solamente degli eventi, modificandoli o tagliandoli proprio (il rapporto con Fossati completamente escluso). Il film è in sala dal 14 al 16 gennaio ma verrà trasmesso su Rai 1 qualche giorno dopo il festival di Sanremo.




In conclusione, anche se confezionato in “modalità Rai” su molti aspetti (come i dialoghi ad esempio, spesso iperespliciti) Io Sono Mia emoziona, e non poteva fare altro: anche con lo schermo nero ma con quelle canzoni sotto, avrebbe toccato il cuore dello spettatore.
Nota di merito per Edoardo Pesce: arriva, interpreta perfettamente Califano per 5 minuti, ed esce di scena.