Hugh Jackman e Willem Dafoe, che hanno interpretato rispettivamente Wolverine e Norman Osborn nel franchise di X-Men e nella trilogia di Spider-Man di Sam Raimi, hanno avuto modo di riflettere sul boom e sull’evoluzione dei cinefumetti nel nuovo millennio.
Dafoe, che ha oggi il ruolo di Vulko nell’universo cinematografico DC, ha ricordato come – ai tempi di Spider-Man di Raimi – molta gente rimanesse decisamente sorpresa all’idea che l’attore avesse un ruolo nel film:
Quando mi avevano proposto Spider-Man la gente mi diceva “Sul serio? Davvero sarai in un film tratto da un fumetto?”. Era qualcosa di inusuale, sapete. Io già allora non la vedevo in quel modo, ma moltissima gente era incredula e mi chiedeva “Ma è vero?”.




E, come aggiunto da Jackman in merito al proliferare dei cinecomic negli ultimi anni:

Dieci anni fa mi ricordo che molta gente diceva “È una moda che non durerà a lungo”. E nel frattempo, tutto continuava a crescere. Credo che X-Men sia stato fondamentale, in particolar modo per via della sequenza di apertura ambientata in un campo di concentramento. L’idea che avessimo un approccio umanistico, molto più serio che in passato, ha portato tutto a un livello diverso e ha fatto in modo che il pubblico andasse oltre il concetto di “cinema di genere”. Non si tratta, solamente, di un film di genere.