I Popcorn, che negli anni Ottanta avevano conosciuto un momento di gloria, ora si sono sciolti, nessuno li ascolta più e ogni membro del quartetto tira a campare come meglio riesce. Un giorno il loro ex manager li contatta con un’offerta irrinunciabile: 50mila euro per organizzare una reunion e andare a suonare per un magnate russo. Accetteranno per poi scoprire che durante il loro concerto è previsto un furto milionario: decidono così di approfittarne.




Questa è in breve la trama del nuovo film di Fausto Brizzi “La Mia Banda Suona il Pop”, con Christian De Sica, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Paolo Rossi, Diego Abatantuono e Natasha Stefanenko. Il film sostanzialmente si divide in due parti: la prima da commedia pura, alla Fausto Brizzi, e la seconda invece action con la rapina da seguire passo passo. Se pur apprezzabilissima l’idea ed il cambio di genere, purtroppo è proprio li l’intoppo del film. Viene da dire questo perché la prima parte è molto più divertente della seconda. Ma non tanto per le situazioni, che potevano essere potenzialmente comiche anche nella parte action, ma proprio per la qualità delle battute e dei tempi. Solo Abatantuono riesce un pochettino a rimanere immune al cambiamento. E se in un film comico non si ride c’è anche rischio di annoiarsi.




Tra di loro quella che convince meno è la Finocchiaro perchè ne conosciamo le capacità, anche se bisogna dire che ritrovarsi comunque in un ruolo non scritto bene è poi difficile cavarsela. Apprezzabilissime invece tutte le citazioni anni 80 alla nostra cultura e non, con citazioni che passano dai Matia Bazar fino alla Delorean di Ritorno al Futuro. Funzionano anche i testi e le musiche delle finte hit dei Popcorn, quasi realistiche e molto evocative di quell’epoca. “La Mia Banda Suona il Pop” in conclusione convince a metà, per l’idea, il cast e un buon primo tempo. Delude invece con un secondo tempo tutt’altro che incalzante e privo di battute divertenti.