Luis è un adolescente timido e introverso. Orfano di madre e figlio di un ufologo distratto dalle stelle, è bullizzato a scuola e trascurato in casa. Ma i suoi giorni bui stanno per finire. Dallo spazio profondo arrivano tre alieni gommosi e capaci di metamorfizzarsi in uomini o animali. Mog, Nag e Wabo, irresistibili e generosi, abbracciano immediatamente la causa di Luis contro la signorina Sadiker, che vorrebbe strapparlo al padre e spedirlo in un istituto per bambini abbandonati. A muoverli sulla Terra è un “Nubbi Tubbi”, materassino massaggiante e vibrante a undici velocità, pubblicizzato in una televendita. Scesi a terra per un acquisto, troveranno un amico e ricongiungeranno un padre a un figlio.
Questa è la sinossi di “Luis e gli Alieni”; un film che non riesce ad essere quello che vorrebbe, mostrando limiti tecnici e avvolte, anche se è un film per bambini, limiti di scrittura. Sicuramente il ritmo è ben sostenuto, anzi, forse è la cosa migliore del film visto che non ci sono momenti morti, ma gli svolgimenti e gli sviluppi sono prevedibili, troppo. L’animazione in CGI è molto arretrata e poco dettagliata per tutto ciò che viene rappresentato in secondo piano. I personaggi nella loro prevedibilità sono ben definiti, abbastanza da garantire, con qualche necessaria pausa emotiva di tenerezza, un minimo di effettiva immedesimazione. C’è inoltre da dire che gli animatori di Luis e gli Alieni s’impegnano davvero per non far pesare i limiti tecnici e produttivi di cui sopra, e le performance a volte riescono comunque a risultare convincenti, aiutate moltissimo da una colonna sonora piuttosto funzionale. Segno che la professionalità potrà essere limitata dal budget, ma è ben presente. Ovviamente non potevano non essere gli Alieni la fonte continua di gag: simpaticissimi e spesso spiazzanti. Luis e gli Alieni è un film d’animazione che diverte i più piccoli facendoli riflettere, al netto di qualche rara caduta di stile.