Il celebre conduttore radiofonico Marco Baldini è stato recentemente ospite nel programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo a ‘Vieni da me’.

Nell’arco della sua intervista ha condiviso con il pubblico di Rai 1 uno dei periodi più difficili e bui della sua vita. Il telefonino per me era una tortura, ne ho lanciati un paio nel Tevere. Ero subissato da telefonate, erano creditori che volevano i soldi. Io avevo il terrore di accendere il telefonino, un terrore frutto della ludopatia. Non è un vizio, ma una malattia: è una dipendenza patologica, come la dipendenza da droga e alcol. Sono dei segnali, delle conseguenze di un disagio psicologico più profondo”.




“Pensavo fosse una scorciatoia” – La cosa curiosa è che la dipendenza dal gioco è iniziata molto prima che Marco Baldini arrivasse al successo. “Io vedevo i miei colleghi già famosi e già ricchi, io pensavo che fosse una scorciatoia, me ne sono reso conto dopo. Ho cominciato come “cavallaro”, scommettevo sulle corse dei cavalli. Giocavo anche a carte, ma in maniera molto marginale. Quando ti rendi conto che vai a fare la spesa e che le somme che scommetti sono le stesse di una spesa per una settimana di una famiglia, ti rendi conto della follia e inizi a pensare”.




Ed è in questo periodo difficile che a tendergli la mano tanti volti noti che hanno cercato di procurargli un lavoro e prestato materialmente del denaro affinchè potesse risanare i suoi debiti, e tra questi il compianto Fabrizio Frizzi, il collega Linus e l’iconico conduttore de ‘I Fatti Vostri’, Giancarlo Magalli:

“in tanti mi hanno aiutato, hanno cercato di darmi un lavoro, mi hanno prestato dei soldi. Linus è uno di loro, giancarlo magalli, fabrizio frizzi”