C’è chi vi ha visto un’anticipazione del futuro, chi una realtà che stiamo vivendo tutti ma Matrix in realtà è un’allegoria transgender. Lo afferma Lilly Wachowski, sorella di Lana Wachowski, il duo che ha ideato, scritto e diretto la trilogia con Keanu Reeves. In qualche modo è un’allegoria che le riguarda da vicino visto che le sorelle Wachowski di oggi al tempo del primo film erano i fratelli Wachowski. Poi, nel 2014, la transizione di Lana (inizialmente Larry), la maggiore, seguita nel giro di due anni, da quella di Lily (Andy):


 





Sono felice che l’intenzione originale sia emersa. Ma all’epoca il mondo non era ancora pronto, le compagnie non lo erano”
ha spiegato Lilly Wachowski in un nuovo video diffuso da Netflix Film Club, durante il quale ha discusso dell’allegoria trans di Matrix. “Quando fai un film, è una forma d’arte pubblica. Penso che ogni forma d’arte esistente entri nel dibattito pubblico. Mi piace il fatto che ci sia un processo evolutivo, che da esseri umani ci fa interagire con l’arte in modo non lineare, e che ci fa parlare delle cose sempre in modi nuovi e con una luce differente.”




 

“Adoro quanto siano significativi per le persone transessuali che vengono a dirmi: ‘Questi film mi hanno salvato la vita’” ha aggiunto la regista. “Perché quando parli di trasformazione, in particolare nel mondo della fantascienza dove è tutta immaginazione, è come rendere possibile qualcosa che sembra impossibile. Credo che i film parlino con loro proprio per questo motivo, e sono grate di poterli aiutare nel loro viaggio.”




 

Come spiega Lilly: “Non so quanto la mia transessualità fose nella mia mente mentre stavamo scrivendo Matrix. Ma la storia è nata da questo desiderio. Le persone trans come me e Lana vivevano costantemente in un mondo immaginario, per questo motivo ho sempre amato la fantascienza, il fantasy e D&D. Era questione di creare mondi. E questo ci ha liberate come registe, perché all’epoca potevamo immaginare cose che non si vedevano sul grande schermo.”