Quando è uscito “Michael”, otto anni fa, molti fan del Re del Pop avevano espresso dei dubbi riguardo all’autenticità di tre canzoni contenute nell’album postumo, tanto che nel 2014 una fan di nome Vera Serova aveva presentato in tribunale una causa collettiva contro gli amici produttori di Jackson, Eddie Cascio e James Porte, e la casa di produzione Angelikson Productions LLC, accusandoli di aver creato delle canzoni false per poi venderle attraverso l’etichetta Sony Music.



Quattro anni dopo, arriva la conferma proprio da Sony Music: le tre canzoni intitolate “Breaking News”, “Keep Your Head Up” e “Monster” non sono autentiche. A cantarle è stato un imitatore di MJ, tale Jason Malachi. La Sony e la tenuta di Michael Jackson si sono giustificate asserendo di aver acquistato le canzoni dai due produttori, basandosi solo sulla loro parola. Nessuno dei due produttori è mai riuscito a provare che ci fosse davvero il contributo di Jackson in quelle canzoni, considerando che neppure quest’ultimo ne ha mai scritto nei suoi appunti, che contengono le bozze di circa 30 canzoni a cui stava lavorando prima di morire. Diversi collaboratori storici di Jackson hanno anche notato l’assenza dei tipici schiocchi di dita e battiti di piedi con cui il cantante era solito accompagnarsi quando registrava le sue parti. Per giunta, è stato più volte chiesto a Porte e Cascio di fornire le tracce alternative di quelle canzoni, ma i due hanno dichiarato di averle cancellate. Tutte le incongruenze trovate nei brani sono state riassunte in un verbale di 41 pagine redatto dall’audiologo forense George Papcun. Adesso il giudice Ann I. Jones, che presiede la Corte Suprema di Los Angeles, dovrà decidere se si è trattato effettivamente di una frode contro i consumatori sia da parte di Sony Music e della tenuta di Michael Jackson, che da parte dei due produttori Porte e Cascio.

(fonte: Comingsoon.it)