Ci piace ricordarla come la Principessa Leila, il volto di uno dei personaggi che più hanno contribuito a ridefinire il concetto di “femminile”, ma ancora prima come la donna che è stata: per tutta la sua carriera si è misurata col ruolo di icona che le è ricaduto addosso quand’era poco più che una bambina, e nel tempo è diventata un simbolo della ribellione all’ambiente tossico di Hollywood (di cui in questo periodo più che mai vediamo gli effetti) e della normalizzazione delle malattie mentali (essendo una delle prime a parlarne apertamente quando ancora erano un tabù, specialmente per le donne). La Principessa Leia – anzi, il Generale Organa – è un’ispirazione ed un punto di riferimento per tante persone, ma anche Carrie Fisher non scherza per niente. 




Nacque a Burbank, California, figlia del cantante Eddie Fisher e dell’attrice Debbie Reynolds. Todd Fisher è suo fratello minore. Sue sorellastre sono le attrici Joely Fisher e Tricia Leigh Fisher, figlie della terza moglie del padre, Connie Stevens. Quando aveva solo due anni, i suoi genitori divorziarono e suo padre sposò Elizabeth Taylor. Carrie Fisher crebbe con l’idea di seguire le orme dei suoi famosi genitori. Cominciò a farsi notare stando con sua madre a Las Vegas all’età di 12 anni. Frequentò la Beverly Hills High School, ma abbandonò gli studi all’età di 15 anni per diventare un’attrice. Successivamente si iscrisse alla Royal Central School of Speech and Drama di Londra, dove rimase per 18 mesi, e al Sarah Lawrence College, che lasciò per girare la saga di Guerre stellari.




Il 23 dicembre 2016, durante un volo transatlantico da Londra a Los Angeles, fu colpita da un infarto che le provocò un arresto cardiaco a 15 minuti dall’atterraggio. Una volta a terra, fu ricoverata al Ronald Reagan UCLA Medical Center di Los Angeles, dove i medici riuscirono a stabilizzare le sue condizioni. Benché avesse mostrato segni di miglioramento, morì il 27 dicembre successivo, all’età di 60 anni. Il giorno dopo, durante l’organizzazione del suo funerale, la madre Debbie Reynolds venne colpita da un ictus che ne provocò la morte poche ore dopo in ospedale. Le sue ultime parole furono: “Voglio solo stare con Carrie”