Uno dei migliori cartoni Disney compie 30 anni proprio oggi. 

Oliver & Company è un film d’animazione Disney del 1988, distribuito dalla Walt Disney Pictures e Buena Vista Distribution il 18 novembre 1988 negli Stati Uniti e il 1º dicembre 1989 in Italia. Fu riproposto al cinema negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna a partire dal 29 marzo 1996. È considerato il 27º classico Disney secondo il canone ufficiale.

Fu il grande successo commerciale ottenuto da questo film a spingere la Disney a proporre i suoi film d’animazione con la cadenza regolare, annuale, che ancora oggi viene mantenuta.




Il film è ispirato al romanzo Oliver Twist di Charles Dickens, che come già in molti altri casi ha avuto trasposizioni cinematografiche. In questa versione, il giovane Oliver è un gatto, la banda del ricettatore Fagin è formata da cani e l’intera storia è ambientata nella caotica New York dei tempi odierni.

Dopo il rilascio di Taron e la pentola magica, nel 1985, Michael Eisner e Jeffrey Katzenberg, vollero trasporre in un film d’animazione lo spettacolo televisivo “The Gong Show”. Dopo che Ron Clements e John Musker suggerirono le trasposizioni de La sirenetta (in uscita l’anno successivo) e quella de Il pianeta del tesoro (uscito nel 2002), l’animatore Pete Young suggerì di fare un “Oliver Twist con i cani”, anche se inizialmente doveva essere un live-action del musical di Broadway Oliver! avvicinando Katzenberg al progetto.




Il progetto iniziale del film, chiamato Oliver and the Dodger, aveva una trama cruda e oscura, dove all’inizio i due dobermann di Sykes avrebbero dovuto uccidere i genitori di Oliver, e ci si sarebbe focalizzati sul desiderio di vendetta del protagonista secondo una prima stesura della trama datata 30 marzo 1987. George Scribner e Richard Rich erano i registi e Pete Young l’animatore del progetto, ma dopo sei mesi Rich lasciò il progetto lasciando solo Scribner, che ricreò la stesura della trama, facendo di Oliver un tenero gattino, Dodger il capo di una banda di cani e Fagin un umano. Inoltre richiese la panoramica di New York da includere nel film, che venne realizzata attraverso una serie di didascalie e foto della città scattate dall’alto per ottenere la visuale uguale a quella di come la vedrebbe un cane. Nel corso della lavorazione, Roy E. Disney, suggerì di includere una scena dove Fagin tentava di rapire un panda dallo zoo cittadino, ma l’idea venne scartata per problemi di vario genere, e si optò per la richiesta di riscatto, essendo Oliver un rarissimo gatto asiatico.

La produzione investì 15 milioni di dollari per un programma per computer a lungo termine, denominato CAPS, utilizzato per riprodurre i grattacieli, i taxi, i treni, lo scooter di Fagin e il climax della metropolitana. Ben 11 minuti del film vennero animati con questo programma. Al progetto, durato due anni e mezzo, vi lavorarono 300 persone tra artisti e tecnici. Lo studio Skidmore, Owings and Merrill venne utilizzato come database per il profilo della città.

Il cast di doppiaggio era ben definito. Essendo il film ambientato a New York, vennero scelti attori nativi della città, tra Roscoe Lee Browne, Sheryl Lee Ralph e Bette Midler su Francis, Rita e Georgette. Cheech Marin venne scelto nel ruolo del chihahua Tito perché incarnava alla perfezione lo spirito del cagnolino messicano e il 75% delle battute venne improvvisato dallo stesso Marin. Billy Joel invece accettò il ruolo di Dodger, dopo aver improvvisato un dialogo al telefono con la produzione e perché reincarnava lo stile “savoir-faire” di New York. Inoltre essendo un film della Disney fu molto contento della parte, anche perché la figlia era entusiasta di vedere il padre in una produzione del genere.




Il doppiaggio italiano fu, egualmente, affidato ad un gruppo di prim’ordine, in gran parte già “collaudato” in precedenti esperienze sempre firmate Disney, come Red e Toby nemiciamici e Basil l’investigatopo. Claudio Sorrentino, riuscì a caratterizzare ottimamente il personaggio di Dodger, spirito libero e, allo stesso tempo, capobanda coraggioso e leale. Figurò molto bene anche il giovane figlio d’arte Francesco Venditti nel ruolo del protagonista Oliver. Azzeccata anche la scelta di Teo Bellia, che nel ruolo dell’eclettico chihuahua Tito non sfigurò nel confronto con l’originale. Ottima, alla luce del risultato, anche la scelta delle voci dei due personaggi canini femminili, con Manuela Andrei nel ruolo della dolce ed intelligente Rita e l’esperta Germana Dominici nei “panni” della vanitosa e, in fin dei conti, simpatica barboncina Georgette. Per la voce di Fagin si fece affidamento a Gigi Angelillo, già noto al pubblico come voce di Paperon de Paperoni nella popolare serie DuckTales – Avventure di paperi. Questo film fu anche uno dei primissimi impegni di Myriam Catania, qui voce della piccola Jenny.