Oronzo Canà è stato l’allenatore di calcio sul grande schermo più amato di tutti grazie al film con Lino Banfi, L’allenatore nel Pallone. Tutti non sanno che il personaggio è stato ispirato a un allenatore realmente esistito Oronzo Pugliese


LE PAROLE DI LINO BANFI

Questo è quanto detto da Lino Banfi anni fa al Maurizio Costanzo Show

Tutto parte dal nome che aveva mia moglie nel film, Mara Canà. Quando Liedholm mi consiglia di fare un film sul mondo degli allenatori, io girai subito l’idea al regista e ai miei produttori. Il personaggio doveva chiamarsi Oronzo Pugliese, ma non mi piaceva il cognome. Decisi di chiamarlo Canà, perché doveva avere una moglie che si chiamasse Mara e perché, come lo stadio Maracanà, io poi potevo realizzare il sogno di andarmene a girare in Brasile.

IL VERO ORONZO PUGLIESE

Oronzo Pugliese è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano degli anni cinquanta e anni sessanta, ricordato soprattutto per le sue grandi capacità di spronare e caricare i giocatori della squadra che allenava. I3n Sicilia iniziò la sua carriera da allenatore, prima con la Leonzio nel 1939, dove la retribuzione era costituita da alcune ceste di arance, poi con il Siracusa e il Messina con cui ottenne una promozione in Serie B nel 1949-1950, a Barcellona Pozzo di Gotto con l’Igea Virtus (1947-1949), quindi con il Benevento (Serie C 1951-1952),a Caltanissetta con la U.S. Nissena (IV serie 1952-1955); nel 1955-56 guidò la Reggina in IV Serie centrando la promozione in Serie C. Nel 1958-59 sfiorò la promozione in Serie B con il Siena, perdendo lo spareggio contro l’Ozo Mantova. Ritornò poi a Siracusa, con cui ottenne un quinto posto in Serie C. 

Le due esperienze più importanti con il Foggia e con la Roma. Con i pugliesi parte dalla C e nel 1963-64 ottiene la storica promozione in A che gli frutta il “Seminatore d’Oro”, premio riservato ai miglior allenatore.

Entra nella storia del calcio italiano quando il 31 gennaio 1965 batte la grande Inter di Helenio Herrera per 3-2. Le sue abitudini e le sue frasi rimarranno nella memoria di tutti. 

Undici gambe abbiamo noi, undici gambe hanno loro”.

Prima di ogni partita usava spargere il sale intorno alla panchina e dietro la porta avversaria, per cacciare via la sfortuna, pezzo poi ripreso proprio da Lino Banfi.

Morì a Turi nel 1990.Dal 2008 la cittadinanza di Turi ha creato in suo onore il Premio Nazionale per lo Sport “Oronzo Pugliese”.Sempre a Turi gli è stata inoltre dedicata la via che porta al campo sportivo comunale.