A poche ore dal D-Day, un battaglione americano di paracadutisti viene lanciato su un paesino della Francia occupata dai nazisti per una missione cruciale: far saltare una torre-radio, posizionata sopra una chiesa, per facilitare l’invasione alle truppe di terra. Sterminati dalla contraerea tedesca e dalla superiorità numerica delle forze naziste, i soldati americani rimangono in poche unità e trovano rifugio nella casa di una ragazza del posto, che vive sola col fratellino. Decisi a portare comunque a termine la missione, il soldato Boyce e i suoi compagni si fanno strada con uno stratagemma all’interno della torre, ma qui scoprono un vero e proprio laboratorio degli orrori e si ritrovano a combattere un nemico mostruoso, apparentemente invincibile. Si avverte un’aria Tarantiniana, da Bastardi senza Gloria, poi un sentore di distopia, e infine la trasformazione ha inizio, esplosiva come da promessa:
il war movie diventa nazi zombie movie. 




Avery inserisce in un film che nella sua prima parte sembra una vera storia di guerra, una componente puramente horror/splatter, raggiungendo apici di raccapriccio da mutilazione/tortura in alcune occasione angoscianti, sbattendo in faccia allo spettatore effetti gore davvero inquietanti. Ottima la scenografia del laboratorio degli orrori e impressionanti le “creazioni” del dottore. Un comparto tecnico che rende le riuscite venature gore davvero entusiasmanti, specie nel terzo e ultimo atto del film, dove c’è un’escalation totale. Il look dei morti viventi è una combo di artigianato e CGI che raggiunge un risultato più che soddisfacente, se non addirittura splendido. A garanzia del livello del prodotto c’è la produzione di J.J. Abrams, che nei mesi precedenti l’uscita del film si è divertito a spiazzare stampa e fan con dichiarazioni che lasciavano spazio ad ogni illazione, fra cui che il film facesse parte dell’universo Cloverfield, cosa che non è.  OverLord è un signor B movie sotto mentite spoglie che farà la gioia degli amanti del genere, anche se no, non è il capolavoro violento, cinico e ironico che avrebbe potuto essere.