Sono passati ben 25 anni dall’uscita di Pulp Fiction, quello che viene considerato ancora oggi come uno dei film più riusciti di Quentin Tarantino. In molti, dal 1994 ad oggi, si sono chiesti quali fossero le origini dello Storpio, personaggio apparso in una delle scene più memorabili del film, interpretato da Stephen Hibbert. La scena sarebbe quella in cui Butch (Bruce Willis) e Marsellus (Ving Rhames) si ritrovano legati e tenuti prigionieri nel seminterrato di un proprietario di un banco dei pegni di nome Maynard (Duane Whitaker). Proprio Maynard è presente insieme alla guardia di sicurezza Zed (Peter Greene) e, appunto, allo Storpio, personaggio muto che indossa una tuta integrale di cuoio. Il personaggio di Pulp Fiction non ha alcun approfondimento nella sceneggiatura di Quentin Tarantino, che durante un’intervista con Empire Magazine di questo mese ha finalmente fornito dei dettagli in più sul personaggio:




“Ciò che si vede in Pulp Fiction non è esattamente ciò che avevo in mente all’inizio. Volevo che lo storpio morisse. Butch gli sferra un pugno in faccia e dopo lo si vede appeso per il collo, ma non è chiaro se rimanga impiccato. Il suo background è piuttosto lungo, Zed e il complice lo hanno intrappolato da diversi anni e addestrato ad essere la vittima perfetta.”




L’attore che ha interpretato lo Storpio, Stephen Hibbert, raccontò di aver trascorso tre giorni sul set con un abbigliamento bondage di pelle per filmare quella che è poi diventata una scena cult del film. Hibbert ha poi ammesso di essere anche lui all’oscuro riguardo il passato del personaggio ma è convinto che non questo non rappresentasse il primo uomo fatto prigioniero da Maynard e Zed.