Era il 1995 e Roland Emmerich cercava gli attori per quello che l’anno successivo diventò un epocale successo estivo al box office americano e mondiale. Ethan Hawke era un giovane interprete in ascesa che dopo L’attimo fuggente stava facendo la sua strada in film drammatici che riflettevano la generazione dell’epoca , come Giovani, carini e disoccupati. Alla domanda “ci sono film che rimpiangi di non aver fatto?”, l’attore oggi 47enne ha risposto “un sacco” per poi raccontare nel dettaglio l’episodio di Independence Day.




“Ero in viaggio in auto con un amico verso da Austin in Texas verso New York e avevo in mano questa sceneggiatura” spiega Hawke durante l’ospitata allo show di Conan O’Brien. L’attore racconta di quanto fosse sicuro di sé, di come le cose nel mondo del cinema stessero andando bene e dello shock nel vedere quanti dollari sarebbe stato pagato per fare Independence Day. “Leggo la sceneggiatura… E.T. telefono-casa? Che battuta stupida è, dico al mio amico. Poi vado avanti a leggere fino al punto in cui letteralmente lancio dal finestrino il copione, sull’autostrada del Texas”.




“Un anno dopo, il 4 luglio, sono con la mia ragazza che mi dice di andare al cinema a vedere Independence Day e io dico, ok perché no… andiamo a vedere quanto è brutto questo film” continua Ethan Hawke che ricorda quanto fosse gremita di gente la sala. “Quando Will Smith dice E.T. telefono-casa il pubblico esplode, praticamente gli fanno una standing ovation a metà film io sono lì che affondo nella mia poltrona… non avevo proprio capito la battuta” e alla fine, uscendo dalla sala nel tentativo di sentirsi meno stupido lui stesso “dico alla mia ragazza, è piaciuto a tutti ma non era un granché, vero? E lei: è un gran film”.