Esce finalmente l’intera prima stagione di “Hitman”, sviluppato da IO Interactive e pubblicato da Square Enix per Microsoft Windows, PlayStation 4 e Xbox One. Piccolo passo indietro: la serie di Hitman è sempre stata a titolo singolo, cominciata nel 2000. Arriviamo al 2012, con quel capolavoro di “Absolution” e poi silenzio. L’agente 47 così, nel 2016 torna con una nuova formula,  vista poco nel mondo delle grandi produzioni di videogiochi, e mai usata per questa saga. La serialità. Esce l’11 marzo 2016 il primo episodio. Ok, torniamo nel 2017. Adesso ci troviamo  in possesso della versione completa di tutti questi episodi usciti nell’arco della passata stagione. A livello grafico viaggiamo su piani alti, soprattutto nelle cutscene. In un gioco come questo però la grafica è relativa; sono due i fattori che hanno fatto questa saga grande: storia e l’approccio stealth (che stringi stringi è il cuore di tutto). “Hitman – Absolution” si è fatto valere perché è uscito fuori dalla storia classica della saga per approfondire il personaggio, e non è un caso se è proprio la voglia di seguire la trama che ti spinge a giocarlo tutto di fila.
Questo titolo del 2017 purtroppo, sarà per l’approccio seriale (novità in fase di sviluppo) o per l’effettiva mancanza di lucidità da parte dei sceneggiatori, non regala una grande storia, o meglio, è poco coinvolgente e a tratti confusionaria. Con questa versione del gioco è più facile seguirla, ma chi ha comprato episodio per episodio ha subito l’effetto “LOST” (48h dalla puntata e già hai perso il filo). La sensazione che si prova è di affrontare la missione con superficialità ed inerzia: quello è l’obiettivo. Lo uccido. Fine.
Che ci faccio qui? Chi è? Cosa cambia ai fini della trama? Tutte domande che ti fai quando parte il livello. Male purtroppo, una maggiore attenzione avrebbe fatto grande questo titolo, ma si da fiducia alla seconda stagione. Ora, se il gioco inciampa con il piede della storia, vediamo se quello del gameplay può rimanere saldo senza far crollare tutto.  Ogni episodio, missione, e scenario regala una sensazione diversa. Ogni mappa è studiata e unica nel suo genere. È con questi elementi che “Hitman” merita un voto che oscilla tra l’8 e l’8 e mezzo. La varietà per eliminare gli obiettivi si è duplicata rispetto ai precedenti capitoli, aumentando la voglia di rigiocare la missione sperimentando nuove modalità. “Splinter Cell” era uno stealth più da ninja: rimani nell’ombra, sali sui tubi, utilizza gadget. La serie “Arkham” alla fine finiva a pizze in faccia. Il punto di forza di Hitman è sempre stato quello di stare a metà: serio ma non troppo, cinematografico, vario, rigiocabile e lento nelle dinamiche di gioco (lo stealth credo sia l’unico genere al mondo dove “lento” equivale ad un complimento). Questo nuovo capitolo non tradisce.
Riassuntone:

STORIA – MEH
GAMEPLAY – ASSOLUTAMENTE SI 

Fai un bilancio, e vedi che i soldi dal portafogli già stanno uscendo da soli senza che tu prenda una decisione.