Proprio come l’omonimo gioco uscito oltre venti anni fa sulla prima console Sony, Resident Evil 3: Nemesis, racconta la fuga da Raccoon City di Jill Valentine, protagonista anche del primo capitolo. Veniamo da un lavorone fatto con il remake di Resident Evil 2, dove ogni elemento era ben calibrato e piazzato al punto giusto, unendo il nuovo con il retrò, e l’action con l’horror puro. Aspettavamo tanto questo remake del terzo capitolo e siamo rimasti colpiti.




Colpiti perchè non è il remake che ci aspettavamo. Resident Evil 3 Remake ci racconta un’altra storia che ha solo alcuni punti in comune con l’originale, dal quale si discosta in maniera molto più netta e marcata rispetto a quanto fatto con Resident Evil 2 Remake. Sin dai primi istanti, infatti, ci troviamo ad esplorare aree di Raccoon City che non abbiamo mai conosciuto prima, l’incontro con il Nemesis e con Carlos avviene in maniera molto diversa e tanti aspetti chiave della narrazione sono stati rivisti profondamente o del tutto inventati per questa occasione. Bisogna dire che i primi minuti di gioco sono veramente una bomba dove il giocatore viene subito catapultato nella città, chiamato a diferendersi. La grande differenza con il remake del secondo che è quella che sta dividendo il pubblico è proprio questo approccio action.




L’action senza horror nella saga di Resident Evil,  è stato il mix mortale che a portato a dei cambiamenti non ben visti dai giocatori. Escluso forse Resident Evil 4 che univa perfettamente le cose, tanti altri capitoli hanno fallito screditando il nome della fortunata saga. Resident evil 2 remake è riuscito nell’arduo compito di riunire vecchi e nuovi fan ritrovando il giusto equilibrio tra le due cose. Questo capitolo invece è tornato a tendere un po troppo verso l’action facendo riaffiorare brutti ricordi. Bisogna però dire che anche il vecchio videogioco marcava questa componente, primo complice proprio la presenza del Nemesis: Un gigante impossibile da uccidere che spara. Ed ecco li che l’atmosfera tesa da film dell’orrore cala lasciando spazio a schivate e corse sfrenate. Altro punto a sfavore è la poca difficoltà survival, fondamentale dei Resident Evil: pur capendo le intenzioni di certe scelte, la mancanza di risorse è un elemento di tensione di cui si sente chiaramente l’assenza nel corso di tutta la durata del gioco, soprattutto se poi si pensa a quanto era generalmente ben misurata nel remake del secondo episodio la quantità di elementi curativi e munizioni. Tutto un po troppo facile.




Colpo di grazia purtroppo è la durata, con una longevità pari a 6/7 ore di gioco, veramente poche se paragonate sempre al remake precedente. Il Nemesis anche, se pur reinventato visivamente con grande cura e riuscendo lo stesso ad incutere timore, non lascia il segno come dovrebbe risultando a metà del gioco solo un rompiscatole. Se pur comunque ben realizzato tecnicamente con delle bellissime scenografie, questo Resident Evil 3 Nemesis, non colpisce come ci aspettavamo, complice comunque del materiale di partenza difficile da gestire. Lo consigliamo vivamente a chi ha comunque voglia di action, a chi non sa a che giocare in questa quarantena, e ai fan sfegatati della saga che voglio sapere tutto e di più sulla storia. Confermiamo nell’olimpo il remake del secondo capitolo, e lasciamo a malincuore fuori dai cancelli a guardare il povero Nemesis. Ecco la videorecensione: