Uscirà domani nelle sale “Ride”, il nuovo film scritto da Fabio Guaglione, Fabio Resinaro, Marco Sani e diretto da Jacopo Rondinelli.  Sapevamo di trovare un film adrenalitico, particolare e ambizioso visti i precedenti degli autori (“Mine”, se non l’avete visto, sbagliate), e le nostre aspettative si sono avverate. Ride è proprio un film adrenalitico, particolare e ambizioso.




Un opera interamente girata con le GoPro e non solo, utilizzando come punto di vista ogni dispositivo che abbia uno schermo (un cellulare, un pc). Matti, folli: realizzare un film cosi significa tenere a bada tantissimi ciak in simultanea, rendendo il set operativo a 360°. Praticamente un’ammazzata sia in fase di ripresa che di montaggio; già solo per questo, i ragazzi sono da lodare. Ossessiva anche la cura del suono, che carica, fomenta e stordisce lo spettatore nel modo giusto, insieme ai protagonisti. Il film è zeppo di citazioni soprattutto a livello visivo, con rimandi a videogiochi classici anni 80 dove ci possiamo ritrovare, proprio come nel film, due giocatori, (ognuno con il proprio colore primario che lo caratterizza), delle interfacce e delle missioni. Apprezzatissime anche le citazioni a Kubrick dove 2001: Odissea nello spazio e Eyes Wide Shut non possono non venire in mente. Il film funziona soprattutto nella prima parte e nell’ultima, dove rimarrete incollati allo schermo visto che Ride non ambisce solo nella forma ma ci prova anche nella sostanza, con buoni capovolgimenti di eventi e con un lento ma efficace cambio di genere. Purtroppo la parte centrale è quella più difficile da seguire, dove il film rallenta un pochettino e fa qualche giro a vuoto all’interno della trama, pur continuano a sviluppare il profilo dei protagonisti. Stiamo assistendo ad una lenta ma innegabile rinascita del cinema nostrano, dove se precedentemente si alzava il tiro, impacchettando film di qualità (Mine, Jeeg Robot) nell’ultimo mese troviamo addirittura due film di genere, anzi generissimo: “The End?”, uno zombie movie all’Italiana vecchio stile e poi questo “Ride”, che decide di andare oltre visto che non solo osa nella sceneggiatura, ma lo fa sopratutto nella tecnica. Un film girato in questo modo cosi particolare e tenace, non può non smuovere le acque, non può passare in sordina: il cinema Italiano ha battuto un altro colpo, la rivoluzione continua.