Dieci anni dopo la morte di John Kramer tutto sembrava essere finito pre la saga cinematografica Saw. I sadici giochi volti all’espiazione dei crimini sono cessati insieme alla morte dell’Enigmista e dei loro adepti. Sembrava, per l’appunto, perchè John Kramer sembra essere tornato e con lui la striscia di morte che si porta dietro. Dopo l’ultimo capitolo in 3D, Saw 3D – il capitolo finale, viene riproposta la saga di Saw con un ottavo capitolo,  Saw: Legacy, di cui non si sentiva la mancanza. La narrazione riprende, per molti versi, lo schema convenzionale a cui la saga ci ha abituato, seppur con qualche variazione sul tema: in un non ben definito capannone isolato, un gruppo di sconosciuti sono incatenati, non per la caviglia come nel capostipite Saw – L’enigmista (2004), ma per il collo, a uno strano marchingegno a trazione, che dopo poco si attiva trascinandoli a verso una parete disseminata di lame affilate ruotano celermente. Dalla solita cupa voce diffusa dagli altoparlanti disseminati nella struttura è richiesto un tributo di sangue per passare alla stanza successiva e quasi tutti, tra urla e isterie, si tagliano obbedienti, eccetto uno. Seppur non particolarmente inventiva o truce, l’ouverture sembra quindi in linea con quelle dei precedenti film. Purtroppo però, le premesse vengono sviluppate in modo estremamente superficiale e maldestro. Anzitutto, in un prodotto come questo, l’incastro perfetto di ogni particolare della trama dovrebbe essere fondamentale per creare un meccanismo funzionante, ma quivi gli sceneggiatori Pete Goldfinger e Josh Stolberg (il duo già dietro a Piranha 3D), hanno provato a replicare il modello ideato da James Wan non essendone tuttavia all’altezza, confidenti che gettare tasselli a caso di un puzzle imperfetto e approssimativo sul tavolo sarebbe bastato a stuzzicare gli spettatori non troppo attenti. 




Ai registi dell’opera, i fratelli Michael e Peter Spierig, è sfuggito forse il fatto che in questi anni il genere horror ha subito un’evoluzione e così i suoi spettatori. Se hanno centrato l’obiettivo di creare un film nella tradizione del franchise “Saw”, hanno fallito in quello di inserire elementi nuovi con colpi di scena, mancando la realizzazione di un giallo più complesso.
Parodia involontaria della saga, Saw: Legacy non solo non riesce prevedibilmente a dire nulla di nuovo – d’altro canto siamo all’ottavo film, anche se un minimo di sforzo in più era lecito aspettarselo visti gli anni di attesa -, ma avvilisce il concetto generale dietro a ciò che l’ha preceduto, finendo per ritagliarsi uno spazio al di sotto della mediocrità anche se preso singolarmente per uno spettatore del tutto digiuno del franchise.