Tra le novità al cinema dal 21 Marzo anche Scappo a casa: prima prova cinematografica di Aldo Baglio senza i fedeli Giovanni Storti e Giacomo Poretti. Niente paura: l’esperienza di Scappo a casa non significa che Baglio abbia lasciato il gruppo. Tornando al film, La pellicola si pone dopo mezz’ora dall’inizio come un road movie. Infatti mostra subito tutte le caratteristiche tipiche del genere: il punto di partenza, la meta da raggiungere e naturalmente la parte centrale che in questo caso è caratterizzata dall’uso di battute che raramente vi strapperanno una risata.




Ciò è dato dal fato che alla base di questo umorismo vi è (per la maggior parte delle volte) la semplice differenza tra le culture di due diversi popoli. La regia di Lando è allo stesso tempo il pregio e il limite di Scappo a casa: perché se da una parte Lando tende ad ingabbiare i suoi personaggi in uno schema narrativo rigido e del tutto privo di mezzi toni, dall’altra permette a Baglio, artista sinceramente anarchico, di liberarsi da ogni costrizione. Per la gioia dei fan, ritroveremo quell’inconfondibile maschera comica, la gestualità, le smorfie e lo sguardo che hanno reso celebre l’attore siciliano: perfetta fusione di palermitano emigrato e milanese imbruttito. La pellicola purtroppo non ingrana mai, facendo risultare piatte e inutili tutte le azioni che i personaggi compiono durante il film. La sensazione è che nemmeno gli sceneggiatori, Morgan Bertacca e lo stesso Aldo abbiano la più pallida idea di dove vogliano andare a parare. In sintesi, Non si ride abbastanza per un film comico, mentre il versante drammatico resta totalmente privo di mordente. Se non ci ha annoiato a morte, è solo per la presenza di Aldo.