Daniel ha una moglie esigente, un amico ingombrante e tanta, troppa immaginazione. A stimolarla è la nuova fidanzata di Patrick che a settant’anni suonati ha piantato la moglie e vive una nuova e sconsiderata giovinezza. Perché Emma ha la metà dei suoi anni, un sorriso che incanta e una bellezza che stordisce. Dopo aver a lungo insistito per una cena tra coppie, Patrick convince Daniel a convincere Isabelle, la consorte affatto entusiasta, di invitarlo a casa loro per introdurre la sua Emma. Piena di esuberanza e ardore iberico, Emma accende le fantasie di Daniel.




Tra champagne e cioccolata, tra sogno e realtà, Daniel farà la sua scelta. Sogno di una Notte di Mezza Età è una commedia alla francese contemporanea molto standard, farsetta matrimoniale in interni di alta società, per l’occasione condita da venature surreali da sit-com. Il film mette in schermo un carattere diffuso e convenzionale dell’animo umano: la pusillanimità. Lo spirito che si vanta libero ma non ha mai il coraggio di sperimentarla.Le ambientazioni, bellissime, sembrano purtroppo prese da un depliant turistico di lusso. Irrimediabilmente, Sogno di una Notte di Mezza Età è piatto. Facile e con pochissimo per cui farsi ricordare, non è un passo avanti nella carriera di Daniel Auteil, né lo show che ci si aspetterebbe dal suo quartetto di protagonisti. Troppo semplice, troppo povero, un colpo a vuoto insospettabile. Siamo ben lontani dal capolavoro di Polanski “Carnage”, anch’esso tratto da una pièce teatrale – e con solo quattro interpret