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Giovedì uscirà finalmente il nuovo film di Spiderman che rilancerà il supereroe al cinema. “Spiderman Homecoming” infatti, avrà un nuovo cast e una sua nuova linea temporale inedita sul grande schermo (ci verrà risparmiata tutta l’inizializzazione dell’eroe, compresa la morte di zio Ben). Questo nuovo Spiderman l’abbiamo già visto apparire in “Capitan America: Civil War” per una decina di minuti scarsi, dove capiamo che è Tony Stark in persona a trovarlo e metterlo in riga. Infatti, da come suggeriscono i trailer, in Homecoming la presenza di Iron Man sarà massiccia, e questa scelta ha già diviso i fan tra chi ama il personaggio di Downey Jr. e lo ritiene sempre un motivo in più per andare al cinema e chi invece non ne può più e vuole un film stand alone che sia veramente alone. Questo film, come ben sappiamo, ha alle spalle altre due rappresentazioni cinematografiche (togliendo i film per la tv Americana degli anni 70), che adesso andremo a ripassare per prepararci come si deve:

Spiderman 
nell’ormai lontanissimo 2000 partì la produzione del primo vero film sull’Uomoragno. Ci furono tanti tentativi negli anni precedenti, come il mancato colpo di Cameron negli anni 90, ma finalmente Sam Raimi riuscì a portare a termine una sceneggiatura valida trovando gli accordi con le major. Usci un trailer che mostrava il supereroe girare tra i tetti di New York sventato una rapina, e lasciando i ladri appesi tra le torri gemelle: quel bellissimo spot però fu subito rimosso per via del tragico episodio dell’11 settembre (lo potete comunque vedere QUI, grazie internet). Tobey Maguire ebbe l’onore d’indossare la maschera di Spiderman, e di portare in scena un Peter Parker goffo, silenzioso ed imbranato, ma con due occhi che sprigionavano bontà e purezza. Raimi scelse il Goblin come primo nemico, interpretato da un William Dafoe che spaventava ancora di più senza maschera. Troviamo nel cast anche attori che sbocciarono più avanti, come James Franco e Kirsten Dunst. Il film ebbe un successo spaventoso, e non è un caso, visto che non era semplice intrattenimento, c’era molto di più: c’era la mano di un regista che aveva una sua idea da portare sul grande schermo, rendendo questo film di Spiderman un film d’autore (come successe per i Batman di Burton). 






Spiderman 2

Internet come lo conosciamo ancora non esisteva, e se non si stava sul pezzo tramite giornali o riviste dedicate, l’arrivo di un nuovo film si sapeva solo tramite i trailer in tv. Ed è così, che la maggior parte del pubblico si ritrovò il seguito dell’Uomoragno già in arrivo dopo solo due anni. Stessa spiaggia, stesso mare. Raimi questa volta vuole il Dottor Octopus come villain (interpretato da un bilanciato tra bene e male, Alfred Molina). Ai tempi del primo film, i puristi del fumetto non avevano apprezzato la scelta autoriale di far uscire direttamente dal polso le ragnatele invece di utilizzare dei meccanismi artificiali come la controparte cartacea. Il regista allora, in questo seguito ne fa addirittura perno centrale della storia: Peter Parker non crede più in se stesso, e di conseguenza, questo blocco mentale non riesce a favorire le abilità fisiche del supereroe (comprese quindi le ragnatele dal polso). Mai scelta fu più azzeccata: Spiderman 2 tutt’ora è tra i film sui supereroi meglio riusciti perché  unisce filosofia, azione e romanticismo, e li lega (magari con una ragnatela) su una storia già conosciuta, su dei personaggi già scritti e pensati tempo addietro. Capolavoro.

 

Spiderman 3
Nel 2007, i soldi segnano la fine di una trilogia. Si perché come tutte le cose belle dell’arte, quando arrivano i dollari si rovina sempre tutto. Raimi aveva già pronto il terzo capitolo, con l’uomo sabbia come cattivo e James Franco che finalmente diventata l’erede del goblin. Punto, stop. La Sony invece costrinse il regista ad inserire più personaggi e più storie. “Inserisci Venom”. Ma se aggiungi Venom, non puoi tralasciare il simbionte e quindi Spiderman cattivo. Di punto in bianco Sam Raimi si è ritrovato con tanti tanti soldi a disposizione, ma una sceneggiatura che balla, piena di buchi di sceneggiatura. Ciò è male, troppa carne al fuoco non funziona (cascherà nello stesso tranello Nolan con il terzo Batman nel 2012). Esce così uno Spiderman con dei pregi ma troppi difetti. Non a caso le cose che funzionano sono proprio quelle che già erano nelle testa del regista e non aggiunte dalla produzione. Il pubblico che paga si lamenta. E i puristi del fumetto che odiavano già dal primo film questa trasposizione cinematografica gioiscono. Ecco bravi, non sapete cosa vi aspetta.





 

The Amazing Spiderman
Una volta annullato l’eventuale quarto capitolo che stava prendendo forma nella testa di Raimi, la Sony e la Columbia decidono di riavviare la saga passando la palla a regista Marc Webb. Andrew Garfield sostituisce Maguire, e porta un Parker più giovanile, sbadato ma poco secchione, infatti andava in giro con lo skateboard e i capelli alla moda. Il regista sceglie Gwen Stacy (interpretata da Emma Stone) e non Mary Jane, e come villain fa la sua prima apparizione cinematografica Lizard. Per quanto più fedele al fumetto in alcune scelte, il film risulta debole e con poco spessore (questo cattivo a confronto degli altri visti in precedenza è praticamente nullo). Sicuramente le tecnologie più avanzate hanno aiutato il film nelle sequenze di volo e di azione, portando comunque a casa qualche scena gradevole ma purtroppo non memorabile (delizioso il cameo di Stan Lee). Ne esce così un film troppo semplice, troppo accademico, ed è inaccettabile sia perché viene dopo una rappresentazione con i fiocchi e sia perché sta trattando il supereroe più iconico al mondo insieme a Batman e Superman.

 

The Amazing Spiderman 2
Nel 2014 esce il seguito, con Jamie Foxx come Electro (anche per lui prima apparizione sul grande schermo). Il film si presenta fin da subito più leggero, colorato e più action. Qui il villain non è vuoto come nel primo, è proprio fuori luogo. Con la genesi simile all’enigmista di Batman Forever, non riesce minimamente a trasmettere cattiveria, paura. Sta li e fa cose a Time Square. Il film è un po troppo confusionario, introducendo troppo velocemente la storia del Goblin (sempre questo errore di più personaggi da gestire) ma regalando almeno alla fine una bellissima scena: la morte di Gwen. Sequenza emozionante, struggente e con una forza visiva impressionante. Non basta però a salvare la saga, poiché come un fulmine a ciel sereno, viene interrotta per giochi tra major e gestione di diritti. Infatti, la Marvel non poteva non inserire la specialità della casa nel suo universo condiviso, e così dopo mesi e mesi di trattative è riuscita a tornare, almeno in parte, proprietaria dei diritti sull’uomo ragno interrompendo definitivamente i sogni di Webb e Co.

Così ci ritroviamo a breve con un terzo Spiderman in poco più di quindici anni.
Giovedi quindi tutti al cinema, e poi subito a leggere la recensione! Incrociamo le dita e pure le ragnatele. Mai i flussi però.