Tanti auguri a Denzel Washington che compie 63 anni!

è uno degli attori più famosi di hollywood che si è cimentato spesso nell’interpretazioni di personaggi storici come l’attivista anti-apartheid sudafricano steve biko, l’attivista per i diritti umani malcolm x. film di grande successo in cui ha recitato sono stati glory, philadelfia e training day per cui ha vinto l’oscar.




 

 

Denzel Hayes Washington Jr. nasce nel dicembre del 1954 a New York, da padre pastore pentecostale e madre responsabile di un salone di bellezza. Da bambino frequenta una scuola pubblica: racconterà che l’esperienza gli ha fatto toccare con mano le difficili prospettive di quelli che, come i suoi compagni, hanno avuto meno fortuna di lui. Forti sono le sue radici cristiane, mai rinnegate e anzi sempre sostenute, anche economicamente con diverse iniziative, in un continuo confronto con la figura paterna. A 14 anni i genitori divorziano e lui passa a una scuola privata di New York. La recitazione la scopre mentre studia alla Fordham University, interessato però anche al basket: già prima di laurearsi in “arti drammatiche e giornalismo” nel 1977, recita in alcuni allestimenti di Otello. Proprio nel 1977 ha un primo ruolo audiovisivo nel film tv Wilma, mentre l’esordio cinematografico reale è come figlio inaspettato di George Seagal nel dimenticato Il pollo si mangia con le mani (1981). E’ l’inizio di un decennio felice: il pubblico televisivo si abitua a lui per il ruolo fisso nella serie A cuore aperto (1982-1988) e nel frattempo sposa nel 1983 Pauletta Person, tuttora sua moglie e madre dei suoi quattro figli, per una stabilità coniugale rara nel mondo di Hollywood. 
Iniziano presto i riconoscimenti: una nomination all’Oscar come migliore non protagonista arriva con Grido di libertà (1987), dov’è un attivista dei diritti dei neri in Sud Africa, morto in circostanze “misteriose”. La nomination si trasforma in una statuetta nella stessa categoria (più Golden Globe) per il bellico corale Glory – Uomini di gloria (1989), nel quale interpreta un esacerbato soldato nero nella Guerra di Secessione. 
Non avendo mai abbandonato i temi razziali, intercetta l’attenzione di Spike Lee: il sodalizio inizia nel 1990 con Mo’ Better Blues, continua con la nomination all’Oscar come migliore protagonista per Malcolm X (1992) e terminerà più avanti nel 1998 con He Got Game
Con Hurricane del 1999, dove veste i panni dell’omonimo pugile arrestato per omicidio, gli fa sfiorare per un attimo, con Golden Globe e nomination all’Oscar come migliore protagonista, il premio che un solo attore nero ha conquistato prima di lui: Sidney Poitier. E’ questione di tempo: l’evento si verifica un anno dopo, grazie alla parte di un poliziotto corrotto in Training Day (2000), al fianco di Ethan Hawke. Nello stesso anno, il 2002, l’Academy premia Halle Berry per Monster’s Ball. Sono caduti dei tabù. Sulla volata, nello stesso anno Washington si fa convincere (a detta sua) a tentare la regia col film Antwone Fisher, autodirigendosi al fianco di Derek Luke, effettivo protagonista.


Dopo il 2000 si consolida il rapporto col regista Tony Scott, che l’aveva già diretto in Allarme rosso nel 1995. Film come Man on fire (2004), Deja Vu (2006), Pelham 123 (2009) e Unstoppable (2010) contribuiscono ad ampliare il pubblico di Denzel, non più soltanto paladino di storie a sfondo razziale, ma anche action hero di poche parole in thriller serrati. La tendenza continua ai giorni nostri, con lungometraggi tipo Codice GenesiSafe HouseCani sciolti e The Equalizer. Forse proprio per tale motivo nell’ultimo periodo premi e riconoscimenti si diradano, anche se il suo crudele boss di American Gangster (2008) va controtendenza e gli garantisce almeno una nomination ai Golden Globe. Tra un thriller e l’altro trova il tempo per la sua seconda regia, The Great Debaters – Il potere della parola (2007), storia vera del professore Melvin B. Tolson. 
E’ tuttavia la sua grande performance nei panni dell’ambiguo pilota alcolistadel Flight (2012) di Robert Zemeckis a riavvicinarlo seriamente a Oscar e Golden Globe, con una meritata doppia nomination come migliore protagonista. Forte di un prestigioso Cecil B. De Mille Award alla carriera, di cui è stato insignito nel 2016, nel 2017 propone al cinema Barriere, testo teatrale che gli aveva già fruttato un Tony Award come miglior attore nel 2010 (Denzel occasionalmente infatti torna sul palcoscenico). Due le nomination agli Oscar 2017, per il migliore attore e il miglior film.