Anche i fratelli Coen firmano la presenza a questa 75mostra di Venezia: Si presentano al festival con un film che inizialmente doveva essere una serie composta da 6 episodi, ma successivamente hanno pensato bene di attaccarli rendendolo un film da due ore e passa. Prodotto e distribuito da Netflix, “The Ballad of Buster Scruggs” segna il ritorno dei Coen al western dopo “Il Grinta”. Non c’è nessun tema in particolare che accomuna ogni episodio, se non la provenienza: vediamo infatti che ogni racconto nasce da un libro aperto da una mano (Disney style), un libro, appunto, composto da 6 capitoli. Il primo è esilarante allo stato puro: sicuramente il più coinvolgente e forse anche il più bello. Un’apertura pazzesca che forse, col senno di poi, si nomina a “Canto del cigno del film”. Si perchè o questo episodio è troppo bello, o gli altri sono troppo più brutti di lui. Il secondo, con James Franco, scorre ma non convince fino in fondo. il terzo, con Liam Neeson, è lento ma grazioso, fino ad una conclusione molto amara. Il quarto ci mostra una ricerca sfrenata dell’oro da parte di un vecchio: episodio in fondo gradevole. Poi c’è il quinto: il più lungo e anche il più noioso. Più minutaggio, alla storia meno coinvolgente. Chiude il film un episodio piacevolmente rappresentanto, con un’atmosfera particolare, ma con un finale che lascia un po basiti.


In generale quindi, il film ha una media che tende verso il basso, per colpa dei troppi minuti sprecati a favore di storie raccontate cosi e cosi. Niente da dire sugli attori: tutti coinvolti alla grande, sarà stato un piacere girare questo film. Verrebbe quasi da dire di avere davanti un occasione sprecata, visti gli autori e i soldi a disposizione (rappresentazione storica a tratti accuratissima), ma non ci disperiamo: le basi per fare un seguito con una nuova ondata di episodi ci sono tutte, e noi a questo punto aspettiamo con le dita incrociate e con la delusione messa da parte.