Esce oggi al cinema The Lodgers, il film diretto da Brian O’Malley, ambientato nell’Irlanda rurale degli anni 20, che affonda le sue radici nei classici della letteratura gotica, immergendo gli spettatori in atmosfere dark e angoscianti. In questa ghost – story dai risvolti raccapriccianti, i gemelli Rachel ed Edward dovranno trovare il modo di spezzare la maledizione che li confina a vivere da reclusi nella decadente casa di famiglia seguendo regole molto ferree tramandate da generazioni. Le premesse per un buon horror c’erano tutte. O’Malley invece non calca la mano sul filone dell’orrore ma preferisce calare lo spettatore in un’atmosfera particolare.




Perché il film è tutto questo: atmosfera. Inquadrature lunghe, dialoghi lenti, che ci permettono di distenderci nel racconto e di osservare anche un buon lavoro di scenografia e di costumi. Il film infatti neanche ci prova a farti saltare dalla sedia o di mostrare contenuti esageratamente horror. Si limita a dosare col contagocce dando più spazio all’analisi dei due fratelli, con un Bill Milner tanto brutto quanto efficace e al contrario una Charlotte Vega bellissima ma alla quale gli si chiedeva di più nelle scene più intense. The Lodgers aveva ottimi spunti e una buona atmosfera, ma non riesce ad inserire questi dati positivi in una storia concreta e accattivante. Ci ritroviamo quindi con tante parole inutili ed un finale non solo poco affascinate ma anche spiegato male, confondendo lo spettatore. Hanno provato a fare un thriller psicologico su una base horror come fece Babadook, cercando di affrontare temi importanti. Non ci sono riusciti, nonostante una buona partenza, posizionando cosi “The Lodgers – Non Infrangere Le Regole” fin troppo a metà tra i due generi. A questo punto sarebbe stato meglio scegliere: o carne o pesce.