La Casa Bianca è indubbiamente un luogo prestigioso in cui mostrare un film che si è diretto o di cui si è stati protagonisti. Certo, c’è presidente e presidente, e c’è film e film, e soprattutto c’è attore e attore, e se lo spettatore al quale far vedere il risultato del proprio sforzo artistico è Donald Trump, a Hollywood in pochi sono disposti ad accettare, a cominciare da Tom Hanks.




 

 Attenzione, il protagonista di The Post non è stato invitato nello Studio Ovale ad assistere alla proiezione del film di Steven Spielberg al fianco dell’attuale presidente, ma The Hollywood Reporter gli ha domandato cosa farebbe nel caso in cui la richiesta arrivasse.

 




Questa la risposta: “E’ una domanda interessante, non credo che andrei, perché a un certo punto… guardate, lo scorso novembre non pensavo che le cose sarebbe andate così. Non avrei mai immaginato che avremmo vissuto in un paese in cui i neonazisti organizzano parate, armati di torce, a Charlottensville o nel quale si fanno battute su Pochaontas davanti ai code talker navajo. Ciascuno di noi deve decidere individualmente come correre ai ripari. Magari non devi immediatamente correre ai ripari, ma devi cominciare a dare il giusto peso alle cose. Magari puoi pensare: sai cosa? Credo che sia arrivato il momento. Questo è il momento in cui, in qualche modo, le nostre scelte personali devono riflettere le nostre opinioni. Dobbiamo cominciare a votare, in realtà, prima delle elezioni. E io voterei per non andare”.

Non male il discorso di Tom Hanks, ma il fatto comunque non sussiste, e dubitiamo che Donald Trump, non essendo un cinefilo o un intellettuale, abbia voglia di vedere un’opera complessa come The Post, un film che parla di uno scandalo legato al governo degli Stati Uniti e di libertà di stampa.