1998. Fred Rogers è il simpatico presentatore di un programma per bambini Mister Rogers’ Neighborhood. La sua dolcezza, la pacatezza e il modo schietto e garbato di spiegare ai suoi piccoli spettatori i tanti aspetti della vita, anche quelli più drammatici, lo hanno reso amatissimo negli Stati Uniti, un mito per grandi e piccini.




Quello che confeziona Marielle Heller con “Un amico straordinario” è il delicato racconto di un incontro tra due persone che più diverse non potrebbero essere. Per delineare la figura del mitico Fred Rogers, amato e indimenticato intrattenitore televisivo per bambini, la regista statunitense sceglie infatti di concentrasi su un momento particolare della sua vita, quello in cui rilasciò l’intervista a Tom Junod, dalla quale il giornalista trasse il celeberrimo “Can You Say… Hero?”, pubblicato nel numero di novembre 1988 della rivista Esquire, con lo stimato conduttore in copertina. È proprio dal profilo di Rogers scritto dal giornalista che la regista di “Copia originale” trae spunto per definire l’uomo e l’artista, raccontando anche di come quest’incontro di lavoro abbia mutato per sempre il modo in cui Junod vede e affronta la vita.




Incredibile il lavoro da interprete fatto da Tom Hanks che riesce e ricalcare il ritmo, le movenze e il pacato tono paterno di un essere umano, prima che presentatore televisivo, straordinariamente fuori dal tempo che è anche il rappresentante di una televisione che sembra lontana anni luce dalla nostra. Anche se a livello di scrittura il suo personaggio alla fine risulta essere più una divinità piuttosto che un uomo vista la capacità di risolvere le situazioni con poche parole. Insomma, un po troppo patinato come ruolo anche se ben recitato. Il film risulta quindi essere ben interpretato e messo in scena, anche se con un ritmo non del tutto piacevole ma soprattutto con una poco soddisfacente analisi del nostro protagonista del biopic interpretata dal grande Tom Hanks.