Jessica Jones è pronta a tornare su Netflix l’otto marzo, in tempo per la festa delle donne. Dopo averla conosciuta con la sua prima ottima stagione e averla rivista insieme agli altri supereroi in The Defenders, la ritroveremo nella seconda stagione del suo filone personale.




Abbiamo avuto la possibilità di vedere i primi cinque episodi su tredici (come la prima stagione) e sicuramente abbiamo provato un impatto molto strano. Stesso modus operandi della prima stagione, con gli stessi tempi durante le puntate, molti dialoghi, scene d’azione calibrate, insomma tutto molto  simile al passato, ma con un enorme difetto: è senza appeal. E se la matematica non è un opinione, con questi primi episodi ci rendiamo conto di quanto faccia la differenza un supercattivo, ben scritto e soprattutto ben interpretato come KillGrave (il villain che troviamo nella stagione 1). David Tennant, l’attore di KillGrave, con il suo personaggio donava mistero, fascino ed imprevedibilità all’intera serie. Qui invece ci ritroviamo con una Jessica Jones ancora più protagonista, che deve fare i conti con i propri superpoteri e l’incapacità di gestirli…e basta. È un solitario: non è detto che sia un male, ma per tutta la durata di queste cinque puntate e quindi quasi la metà della stagione, non si riesce ancora a decollare, anzi, non siamo proprio posizionati in pista. Pochi i personaggi nuovi e a tratti noiose le storyline secondarie.




Interessante solo lo sviluppo del rapporto da Jessica e Trish. Speriamo vivamente, quindi, in una sterzata positiva nel resto delle puntate. Non roviniamo quello che di buono fu costruito con la prima stagione: coraggio Netflix, osa e non ti adagiare.

Marvel’s Jessica Jones