Era il 19 settembre del 1980 quando usciva uno dei capolavori di Carlo Verdone, UN SACCO BELLO. 

Un sacco bello è un film del 1980 diretto e interpretato da Carlo Verdone.

Costituisce il fortunato esordio come regista, sceneggiatore e attore protagonista di Verdone, che interpreta i tre protagonisti insieme ad altri tre personaggi secondari. Per la sua interpretazione Verdone vinse un David Speciale ai David di Donatello 1980, un Globo d’oro al miglior attore rivelazione e un Nastro d’argento al migliore attore esordiente ai Nastri d’argento 1980.

Dopo il grande successo del programma televisivo Non stop, nel quale si produceva negli stessi personaggi che lo avrebbero poi reso celebre al cinema, Verdone riceve numerose telefonate da parte di produttori e registi; tutti vogliono farlo debuttare al cinema.




Il regista Pasquale Festa Campanile gli fa sostenere un mal riuscito provino per Il corpo della ragassa, Adriano Celentano gli propone una parte in Asso, ma l’attore romano rifiuta entrambe le proposte, convinto che la chiamata decisiva non sia ancora arrivata. Quando all’altro capo del telefono gli parla Sergio Leone, regista di cui è grande ammiratore, è convinto che il momento giusto sia arrivato; Leone sarà il produttore del suo primo film, che non può che portare sul grande schermo i personaggi che l’attore ha portato al successo alla TV, inoltre seguì da vicino Carlo Verdone nella realizzazione del film (e di Bianco, rosso e Verdone) di cui acquistò i diritti, per poi rivenderli alla Medusa Distribuzione.




L’idea fa presto a venir messa nero su bianco, anche grazie alla collaborazione di sceneggiatori come Piero De Bernardi e Leonardo Benvenuti, ma non altrettanto facile appare reperire il regista. Dopo aver contattato Lina Wertmüller e Steno, Leone propone a Verdone di dirigersi da solo




Il film viene girato “in cinque settimane e due giorni” contro le sette settimane inizialmente previste, con grande difficoltà da parte di Verdone, che alla vigilia dell’inizio della lavorazione viene preso da un forte attacco di emorroidi. Il recitare personaggi propri, i cui dialoghi erano presenti nella sua mente prima ancora di stendere la sceneggiatura, gli dà la giusta carica e gli consente di ridurre i tempi, risparmiando una parte non indifferente del budget.




A fronte di un budget di 560 milioni di lire, il film incassò in totale al botteghino oltre 2,5 miliardi, classificandosi al 20º posto, nella stagione 1979/80