Sono passati vent’anni da quando Le Fate Ignoranti arrivò nelle sale. Il 13 aprile uscirà  la serie televisiva (molto attesa) per Disney+, diretta sempre da Ferzan Ozpetek. Nel cast del primo film troviamo Margherita Buy, Stefano Accorsi, Serra Yilmaz e Gabriel Garko. Nella serie invece reciteranno Cristiana Capotondi (Antonia) ed Eduardo Scarpetta (Michele), insieme a Luca Argentero (Massimo), Serra Yilmaz (Serra), Ambra Angiolini (Annamaria), Anna Ferzetti (Roberta), Paola Minaccioni (Luisella), Burak Deniz (Asaf), Carla Signoris (Veronica), Filippo Scicchitano (Luciano) e Edoardo Purgatori (Riccardo).

TRAMA

Antonia, un medico specializzato nella cura dell’AIDS, e suo marito Massimo sono una coppia di quarantenni, socialmente affermati, che sembrano vivere un legame intenso e perfetto seppur abbastanza routinario, disturbato solo dal difficile rapporto che la donna vive con la propria madre. La tranquilla quotidianità di Antonia viene irreparabilmente sconvolta quando Massimo muore improvvisamente, travolto da un’auto. Il distacco violento dal marito getta la donna in una cupa disperazione, in un lutto profondo che le impedisce di reagire e rende ancora più difficili i rapporti con la madre, anch’ella vedova da lungo tempo. Tra gli oggetti personali che, in una pausa della depressione, ritira presso l’ufficio dove Massimo lavorava, Antonia scopre un quadro, dal titolo Le fate ignoranti, con dedica, che la pone sulle tracce di un’amante misteriosa, della quale naturalmente la giovane donna ignorava l’esistenza.

IL REGISTA: “CAMBIAMMO LA SCENEGGIATURA DOPO CHE MARGHERITA BUY CI DISSE DI ESSERE INCINTA”

A Venezia 78 lo scorso anno il regista ha raccontato alcuni aneddoti riguardanti il film:

“Un giorno Margherita mi disse che era incinta e che avrebbe dovuto rinunciare al film. Con Gianni Romoli non ci siamo persi d’animo. Abbiamo cambiato la sceneggiatura. Non fu l’unico inconveniente. Il film uscì in sordina, non c’era fiducia. Presto le 50 copie salirono a 300. Nelle sale rimase otto mesi. Venivo da “Il bagno turco” che girai in cinque settimane e non piaceva a nessun finché andò al Festival di Cannes, alla Quinzaine. Poi venne Harem Suare, che realizzai in Turchia. Andò male. A quel punto volli girare un film a casa mia, nel quartiere Ostiense di Roma, dove c’era un’atmosfera che non c’è più. Io ero sull’elenco telefonico, la gente suonava al citofono e saliva. Non c’era ancora stato l’attacco alle Torri Gemelle, avevamo una visione diversa del mondo”.

Lo stesso regista ha raccontato anche l’atmosfera che si respirava sul set:

«Andavamo sul set la mattina e la sera non volevamo lasciarci. Mandai il copione a Margherita Buy e a Stefano Accorsi, che veniva dal successo di “L’ultimo bacio”». «Le fate ignoranti»