Apre la 75esima Mostra del Cinema di Venezia il nuovo film di Damien Chazelle con di nuovo Ryan Gosling protagonista, dopo il successo di La La Land sempre firmato dal duo. Questa volta il regista sceglie di portare in scena lo sbarco del primo uomo sulla luna. Due ore e venti di un film non strettamente legato alla biografia di Neil Armstrong, ma con orizzonti più larghi, analizzando sì la sua vita, ma anche quella degli altri astronauti e tutta la preparazione della NASA nell’affrontare questo enorme passo. Il regista decide di utilizzare una regia da lui inusuale, con macchina a mano (molto a mano), con dei sfondi sfocatissimi quasi a voler sottolineare l’alienazione del protagonista.

Poi la regia cambia nei momenti operativi, che trattano di basi stellari, atterraggi e astronauti: qui Chazelle cambia tono, con una regia adeguata al momento, che non sfigura davanti ad altri registi che come lui in un passato recente hanno messo mano al genere (Nolan con Interstellar ad esempio).


 

Scene mozzafiato alternate a scene di dialogo: questo è il binomio vincente del film. Le scene mozzafiato diventano realistiche e quindi percepite dallo spettatore come pericolose solo grazie ai dialoghi e al tono che essi danno al film. Vincente l’aria di morte che si percepisce durante la visione, che viene scandita da morti e funerali continui, tutti o quasi, per colpa di test falliti. La storia viene accompagnata da una colonna sonora strepitosa e coinvolgente che raggiunge il suo apice nel momento del faticoso atterraggio sulla luna (e dove sennò?). Gosling interpreta il ruolo alla giusta maniera, tenendo sempre quest’aria da bello e dannato che lo accompagna ormai da Blade Runner 2049. Il film purtroppo nella durata ci sta un po’ largo: con un quarto d’ora in meno girava meglio, e soprattutto questa non specifica direzione delle intenzioni lo tiene a metà, dove non si capisce se il protagonista è Armstrong o l’allunaggio stesso. Detto questo “First Man” apre alla grande la mostra di Venezia, confezionando un film un po’pesantino a tratti, ma con dei momenti estremamente dinamici che vi lasceranno poi delle bellissime sensazioni. Un po’ come uno sbarco sulla Luna.