Bobby Solo, uno dei cantanti italiani più popolari fin dagli anni Sessanta il 18 marzo festeggia 75 in casa. In un’intervista su Repubblica ha ripercorso tutta la sua carriera, dagli esordi fino ad oggi. 




Parliamo di Sanremo, 1964. Andò e trionfò. O quasi.

“Feci uno degli incontri della mia vita, Little Tony, che mi adottò. Al festival ero andato con 10mila lire della mamma, dovevo farmele bastare. Lui mi prese, mi portò nei ristoranti e anche al night. Avevo 19 anni, mi trovai davanti le prime donne delle mia vita, mi emozionai e sudai moltissimo. Perdipiù alle prove vedevo dal vivo idoli come Paul Anka e Frankie Avalon. Insomma, tra paura e sudore mi beccai una raucedine clamorosa e mi squalificarono perché dovetti cantare in playback”.

Parliamo di Little Tony, già che l’ha citato: ai tempi dividevate in due l’Italia.




“Tutte balle per fare divertire voi giornalisti e riempire le pagine. La nostra rivalità tra le due anime di Elvis, era perfetta per l’Italia, che ama spaccarsi in fazioni. Grandissimi amici, altroché. Se cantavamo assieme a prendere i soldi mandava me, che ero senza regole e sfrontato. Ricordo ancora un Natale in cui non avevo nessuno accanto: mi invitò e sotto l’albero vidi due chitarre J200 Gibson, proprio quella di Elvis. Pensai ‘guarda che spaccone, due se ne è regalate’. A mezzanotte venne fuori che una era per me

FONTE REPUBBLICA