L’ultimo dei Mohicani è uno dei film più apprezzati degli anni 90, soprattutto  grazie alla sua sceneggiatura, alla potenza visiva e alle performance spettacolari degli attori che hanno fatto parte del film. La colonna sonora per molti è una delle migliori che siano mai state realizzate. Diretto da Michael Mann e uscito nei cinema nel 1992, ha riscosso un grande successo in tutto il mondo, forte della trama raccontata e delle emozioni suscitate. Interpretato da Daniel Day-Lewis, il film ha vinto anche un Oscar per il Miglior sonoro nel 1993. Ci fu molta cura nel realizzare i costumi e gli oggetti di scena. Daniel Winkler ha costruito manualmente tutti i tomahawk, mentre Randall King tutti i coltelli. Wayne Watson è il creatore del fucile di Nathan utilizzato nel film. La mazza di Chingachgook è stata fatta da Jim Yellow Eagle, mentre il tomahawk di Magua da Fred A. Mitchell.

TRAMA

1757: durante la guerra tra francesi e inglesi in Nord America (il teatro nord-americano della guerra dei sette anni) si svolgono le vicende di una famiglia di nativi americani (delle tribù dei Mohicani) composta da Chingachgook, suo figlio Uncas e il bianco Nathan Occhio di Falco, orfano di genitori inglesi e adottato in tenera età da Chingachgook. Il gruppo è in fuga dalla guerra verso le pianure occidentali. Un tenente reclutatore inglese assolda volontari tra i nativi di un villaggio, tappa di passaggio per i tre mohicani che rifiutano e proseguono nel loro viaggio. I tre raggiungono e salvano una compagnia inglese da un’imboscata della tribù Urone comandata dal feroce Magua: l’attacco era una vendetta di natura personale verso il comandante inglese Munro, reo di aver causato la morte dei suoi figli. La compagnia era di scorta alle figlie di Munro, Cora e Alice, di cui Nathan e Uncas si innamorano, accettando di seguirle nella loro destinazione. Nel tragitto osservano le conseguenze delle campagne di reclutamento inglese, motivo di faide e stragi reciproche tra le tribù native.

LA PERFEZIONE DI DANIEL DAY LEWIS

Daniel Day Lewis è un attore noto per l’estrema cura dei dettagli del suo personaggio, non a caso nella sua carriera ha vinto 3 premi Oscar. Ne “L’Ultimo dei Mohicani” ha superato se stesso: come egli ha raccontato nel 1992 in un’intervista al New York Times sul set non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione e non permetteva quasi a nessuno di avvicinarsi ai luoghi dove venivano girate le scene. Inoltre ha vissuto nel bosco come un selvaggio prima dell’inizio delle riprese procacciandosi il cibo da solo. 

“Ho imparato a cacciare e a scuoiare animali, costruire canoe, combattere con i tomahawk, sparare e ricaricare con un fucile da 12 libbre correndo”

Secondo i suoi colleghi che hanno lavorato sul set con lui, Day-Lewis per un lungo periodo ha portato con sè anche la pistola utilizzata nel film e durante la cena di Natale con la sua famiglia non ha utilizzato nessun prodotto tecnologico (Walkman, telefono, televisore) per perfezionare il suo comportamento da nativo. 

“Mi piaceva l’idea di tornare ad essere l’uomo che non era stato inglobato dalla nevrosi della tecnologia del XX secolo”

The Last of the Mohicans (1992) - 1280 | Rare behind the sce… | Flickr

I PROBLEMI DI CLAUSTROFOBIE E DI ALLUCINAZIONI

Sempre nella stessa intervista Daniel Day Lewis ha raccontato di aver avuto della grandi difficoltà a riprendere una vita normale dopo la fine dei 4 mesi di riprese. Uno dei problemi è stata la claustrofobia avendo passato molto tempo all’aria aperta sul set, è stato molto difficile riadattarsi a una vita più casalinga. 

“Trovo difficile rimanere nelle stanze per lunghi periodi di tempo, di solito riesco a sopportarlo per circa un’ora. Poi esco comincio a camminare. A volte ho anche delle lievi allucinazioni”

I problemi furono risolti grazie all’ausilio di medicine naturali.

The Last of the Mohicans': Michael Mann's Riveting Love Story as the Formation of American Identity • Cinephilia & Beyond

FONTE NY TIMES