La prima puntata di “Centovetrine” andò in onda l’8 gennaio 2001, ormai un quarto di secolo fa, con il conseguente sfratto di “Vivere” dalla pregiata fascia oraria compresa tra “Beautiful” e “Uomini e Donne”. Daniela Fazzolari racconta a “Fanpage.it” come venne scelta per interpretare Anita Ferri:

“All’inizio non facevo parte del cast, quando cominciarono le riprese io non c’ero. Per il ruolo di Anita era stata scelta un’altra attrice che aveva già effettuato diversi ciak coi miei colleghi. Lo scoprii solo una volta ingaggiata. A quel punto rigirarono tutte le scene da zero, con me presente. Mi cambiarono i connotati, provandomi i capelli biondi e applicandomi delle lenti a contatto azzurre. Fu un incubo. Un conto è indossarle per un mese, un altro conto è farlo per anni, da mattina a sera. Era faticoso e sacrificante a livello pratico”

Il congedo fu traumatico, definitivo. Avrebbero potuto farla partire per un lungo viaggio:

“Invece scelsero di farmi morire! Sai, Anita era diventata una figura forte, importante. La scelta di chiudere del tutto quel capitolo si legò a questo principio. Farla sparire e basta sarebbe stato poco lineare. Al contrario, vollero qualcosa di epico, di talmente definitivo da poter ricominciare da zero per ricostruire un altro nucleo. Infatti arrivarono altri personaggi e mutò la linea narrativa. Era terminata la centralità del gruppo Ferri e fu corretto, secondo me, porre un punto fermo”.

Nel 2011 tornò sul luogo del delitto, stavolta nei panni di Diana. L’attrice, però, rimane legata maggiormente alla prima era di “Centovetrine”:

“Nei primi quattro anni la telenovela è stata prodotta davvero bene, con i tempi giusti. Al mio rientro affrontai la problematica dei tagli economici, con annessa riduzione delle riprese esterne”

Per quanto riguarda Pietro Genuardi, racconta:

“Pietro è stata l’unica persona del cast che ho frequentato fuori dalla soap. Abbiamo fatto vacanze assieme, ci sentivamo regolarmente. Durante la sua malattia gli ho telefonato ogni giorno, fino a quando non è stato più possibile perché non riusciva più a parlare. La sua perdita l’ho vissuta in modo straziante, lancinante. L’ultima volta mi confessò che non ce la faceva più. Porterò per sempre dentro di me tanti ricordi meravigliosi”.