Edwige Fenech compie oggi 74 anni, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano riportata da Dagospia nel 2015 ricordò la sua carriera. Ecco un estratto:

“Ho recitato fino alla saturazione. Non ero soddisfatta di quel che facevo, la routine mi stava ammazzando e nonostante con fatica fossi arrivata nel tempo a dividere lo spazio con Tognazzi, Sordi, Steno, Festa Campanile e Risi, mi ritrovavo sempre nel ruolo della bella ragazza. Non mi facevano invecchiare interpretando altro, cominciavo ad annoiarmi e qualcosa si era rotto. Mi sentivo disonesta, con me stessa e con il pubblico. Aspettai l’arrivo di una proposta che mi entusiasmasse e poi, stanca di attendere, dopo un paio di stagioni di pausa volontaria, dissi definitivamente basta. Misi un punto. Mi ritirai e cominciai a dire no”.

C’erano anche i cineasti porcelloni?

All’epoca si diceva che il cinema fosse solo uno specchietto per le allodole. I porcelloni c’erano, certo, ma erano soprattutto i piccolissimi produttori di serie Z che insidiavano le ragazze e dopo averle ospitate sul divano se ne liberavano mandandole al macello. Una cosa triste, vecchia come il mondo.

Alcuni insidiavano, altri millantavano, altri ancora conquistavano solo per poterlo raccontare.

L’attrice era un trofeo. Rita Hayworth diceva che gli uomini andavano a letto con Hayworth e si svegliavano con Rita.

FONTE DAGOSPIA