Continua la nostra rubrica dedicata al mondo del doppiaggio e alle sue più celebri voci italiane.

Abbiamo avuto il piacere giorni fa di intervistare Valentina Favazza, giovane e talentuosa doppiatrice, nota per essere la voce di Alicia Vikander, Felicity JonesShailene WoodleyChloe Bennet in Agents of S.H.I.E.L.DJennifer Lawrence negli X-Men e in Madre! Cara Delevingne per citarne alcune (vi consigliamo di consultare questa pagina per tutta la lista dettagliata).

Nata ad Aosta nel 1987, Valentina comincia ad appassionarsi al doppiaggio autonomamente fin da piccola, per poi decidere di costruirsi una carriera professionale trasferendosi a Roma. Nel luglio 2016 ha anche vinto il Leggio d’oro per la voce femminile dell’anno. 

Vi proponiamo qui di seguito la nostra intervista con Valentina, gentilissima nel raccontare i suoi esordi, i suoi ruoli più belli e le sue impressioni sul mondo del doppiaggio.




COM’È NATO IL TUO AMORE PER IL DOPPIAGGIO?

Il tutto è nato per la passione che ho sempre avuto per il mondo delle voci in generale; ero una bambina, nata in una realtà piccola e chiusa come può essere Aosta, molto lontana dagli ‘sfarzi’ del cinema e del teatro. Ero praticamente innamorata delle famose audiofiabe e trascorrevo tantissimo tempo a sentire quelle voci guardando il nulla ed immaginandomi tutto. Inoltre amavo leggere ad alta voce, riconoscevo le voci dei cartoni riuscendo a fare fin da subito le dovute associazioni. Mi piaceva anche recitare, infatti ho fatto teatro nella realtà piccolina di Aosta e poi ho incontrato una persona che mi propose un approccio in radio con il tg regionale; da lì un concatenarsi di persone e conoscenze che hanno intravisto in me un potenziale grezzo, ma presente. Mi dilettavo a fare quelli che oggi si chiamano fandub, ma con mezzi completamente diversi da quelli attuali: avevo due videoregistratori, in uno mettevo la VHS vergine, nell’altro la VHS originale, poi spingevo rec e play insieme. Ridoppiavo film che amavo, come Ghost, Dirty Dancing, addirittura gli episodi di Xena! Ovviamente erano più un’imitazione, perché non avevo gli strumenti per dividere le tracce, anche se mio padre una volta mi regalò un mixer. Oltre alla mia passione devo molto alla fiducia che mi hanno dato i miei genitori, il coraggio che hanno avuto nel dirmi di provarci senza avere nessuno alle spalle e soprattutto di andare a rischiarmela trasferendomi a Roma a soli 19 anni.




DALLA PICCOLA CITTADINA ALLA METROPOLI: COME SI È SVILUPPATA LA TUA CARRIERA?

Prima di andare a Roma ho fatto un anno a Torino, grazie ad un contatto che avevo conosciuto con l’esperienza in radio. Feci un provino alla Delta Video, ero emozionatissima in quanto ero stata praticamente autodidatta fino ad allora, senza fare alcun corso di doppiaggio. Andò tutto bene perché apprezzarono molto proprio questa cosa, il fatto che fossi un po’ una mosca bianca. Alla Delta ho passato solo un anno, ma devo ringraziare fortemente Anna Radici e Riccardo Lombardo che mi hanno spronato e spinto fortemente affinché andassi a giocarmi tutto a Roma e provare a farmi notare di più. A Roma ho cominciato alla Cast Doppiaggio con Massimiliano Alto, semplicemente assistendo in sala ai vari turni. Ho avuto l’onore di essere in presenza di maestri eccezionali ed è stata questa la mia vera ed unica scuola: assistere con pazienza ed imparare in silenzio sul campo. È una cosa che reputo fondamentale tutt’ora, meglio anche di tutta la didattica che ti insegnano nelle varie scuole di doppiaggio. Dopo un po’ che assistevo mi hanno chiesto se volessi farmi sentire, quindi ho fatto l’ascolto voce e da lì sono iniziati i primi turni di brusio. Se sai padroneggiare il brusio hai un buon 50% del lavoro in tasca. Dal brusio siamo passati ai piccoli ruoli e via via a crescere.

QUALI SONO STATI I DIRETTORI DI DOPPIAGGIO CHE TI HANNO LASCIATO UN QUALCOSA IN PIÙ?

Ogni direttore ti trasmette qualcosa di suo. Massimiliano Alto e Simone d’Andrea sono stati i primi a credere in me e che mi hanno assegnato i primi ruoli più importanti. Max in particolare è uno che crede molto nei nuovi talenti da sgrezzare e lo ringrazio ancora tantissimo visto che continuiamo a lavorare insieme da quasi 11 anni. Recentemente abbiamo fatto un lavoro eccezionale su Jennifer Lawrence con il film Madre.

Fiamma Izzo mi ha lasciato tanto per quanto riguarda la recitazione e la tecnica, mi ha insegnato a respirare e ad urlare senza ‘spaccarmi’ la voce. Poi ci sono stati anche Rodolfo Bianchi e Alessandro Rossi, entrambi mi hanno mostrato un atteggiamento molto paterno.




A QUALE PERSONAGGIO DA TE DOPPIATO SEI RIMASTA PIÙ AFFEZIONATA?

Il personaggio che ho amato di più è stato quello di Gerda in The Danish Girl, interpretato da Alicia Vikander. Il film è davvero emozionante e lei è una donna che, nonostante fossero gli anni Venti/Trenta, ha mostrato molta più modernità di tante persone di oggi. Una donna forte, capace di essere allo stesso tempo compagna, sorella e una pittrice con ambizioni. Oltre al personaggio in sé, reputo tutto il lavoro di doppiaggio che c’è stato dietro un’esperienza sensoriale. Ho lavorato con Mario Cordova in direzione e ho condiviso il leggio con il mio compagno, Flavio Aquilone, lavorando sempre insieme, senza colonne separate. La cosa bella è che avevamo tempi molto larghi per lavorare e questo ha permesso molta più accuratezza, con tanti turni e poche battute a volta. 

Alicia Vikander è un’attrice che mi piace moltissimo e sono contenta di portarla con me in tanti lavori. In ultimo l’ho doppiata nel film La ragazza dei Tulipani, attualmente nei cinema. Diciamo che la sua tendenza è quella di ricoprire ruoli drammatici con pathos e mi ci trovo bene a lavorarci su.

Un altro personaggio che mi è rimasto molto a cuore è quello di Maud Watts (Carey Mulligan) in Suffragette. La storia vera di un gruppo di donne che ha contribuito a cambiare tanto. Credo che ogni donna si possa rispecchiare in Maud; lei all’inizio aveva paura, non voleva essere una suffragetta. Invece poi si schiera in prima linea in questa lotta d’affermazione dei propri diritti. 

HAI MAI INCONTRATO QUALCHE ATTRICE ALLA QUALE HAI PRESTATO LA VOCE?

Ho incontrato Lily Collins. Ero stata invitata all’anteprima del film Scrivimi ancora, uscito nel 2014. Ci siamo incontrate, lei mi ha abbracciato, io mi sentivo quasi un po’ invadente perché non volevo toglierle troppo tempo visto che un attimo prima era stata sommersa dai fan per foto e autografi e glielo feci capire. Invece lei carinissima mi ha guardato come se fossi matta, dicendomi che era un piacere in quanto avevamo praticamente lavorato insieme. Mi ha fatto strano parlare con lei, considerando che ogni volta parlo sopra lei. È stata comunque molto dolce. 

CON QUALE FAMOSO DOPPIATORE DEL PASSATO TI SAREBBE PIACIUTO LAVORARE?

Potrei fare una lista infinita. Andando a scavare negli anni dico assolutamente Emilio Cigoli, Gianni Musy, Peppino Rinaldi, Tina Lattanzi, poi se ci avviciniamo più ad oggi, alle ‘colonne’ tutt’ora attive, direi Maria Pia Di Meo (con cui ho avuto l’onore di lavorare in Suffragette dove doppia Meryl Streep) e Melina Martello.




CHE RAPPORTO HAI CON LE SERIE TV, MAGARI ANCHE DA TE DOPPIATE?

Le serie tv mi piacciono molto, che le abbia doppiate o meno. Le guardo con piacere, ad esempio tra quelle a cui ho partecipato ho una passione per GlowThe Marvelous Mrs. Maisel, Orange is the New Black e Westworld. Devo dire che non vado propriamente a ricercarle, cioè non scelgo appositamente di vederle perché sono ipercritica e starei a vedere in continuazione cosa potevo fare diversamente. Però sì, ne vedo molte.

Risultati immagini per The Marvelous Mrs. Maisel

COSA SI PROVA AD ESSERE PARTE DI UNA SERIE MARVEL, COME  “AGENTS OF S.H.I.E.LD.”?

L’esperienza è sicuramente positiva, lavoriamo quasi in contemporanea con l’America, facendo una puntata a settimana pochi giorni prima della messa in onda. Questo significa che ti ritrovi sempre a doppiare insieme ai tuoi colleghi, non sei mai solo. I turni così sono più leggeri, si crea gruppo. Il mio personaggio, Skye (interpretata da Chloe Bennet), nasce molto bene, come l’outsider poi presa nello SHIELD e lì si protrae fino all’ultima stagione. Come genere non è proprio il mio preferito devo dire, ma riconosco il peso del prodotto Marvel, quindi è sempre una grande soddisfazione. Tra l’altro con la Marvel ho un rapporto lavorativo abbastanza variegato, avendo collaborato in Agents of S.H.I.E.L.D., X-Men e Thor 3.

Ringraziamo ancora tanto Valentina per la piacevole chiacchierata che ci ha concesso e cogliamo l’occasione per augurarle buon lavoro e tanti successi futuri!