Gary Busey è stato un volto parecchio noto negli anni 80-90, grazie soprattutto alla sua partecipazione in film come Arma letaleUn mercoledì da leoni, Trappola in alto mare Point Break – Punto di rottura. Negli ultimi anni le sue apparizioni si sono fatte sempre più rade, andiamo quindi a scoprire come se la passa l’attore e com’è diventato oggi. 

La carriera

Dopo un inizio di carriera come batterista, Gary Busey si avvicina alla fama cinematografica nel 1978 quando ottenne la nomination all’Oscar come miglior attore per The Buddy Holly Story e nello stesso anno il consenso della critica per l’interpretazione del ruolo di Leroy nel film Un mercoledì da leoni, diretto da John Milius.

Nel 1987 lo vediamo nei panni dell’antagonista, il subcomandante Jack Joshua, in Arma letale, insieme a Danny Glover e Mel Gibson. È il braccio destro del generale Peter McAllister, co-fondatore e secondo in comando della “Compagnia Ombra” nella guerra del Vietnam, soldato spietato e responsabile dell’omicidio di Amanda Hunsaker (che inizialmente si pensava fosse un suicidio).

Nel 1990 Busey ritrova Danny Glover in Predator 2, seguito del film che aveva avuto qualche anno prima Arnold Schwarzenegger protagonista. Qui interpreta Peter Keyes, agente della CIA alla ricerca del Predator che alla fine finirà per ucciderlo. L’anno seguente interpreta Angelo Pappas, il compagno poliziotto di Keanu Reeves in Point Break, e anche qua le cose non si mettono bene per lui: finirà per rimanere ucciso in uno scontro a fuoco. Nel 1992 prende parte a Trappola in alto mare nei panni del duro comandante Krill, antagonista di Steven Segal che interpreta il sottufficiale Casey Ryback.

Negli anni seguenti appare in altri film come Il socio, Omicidio nel vuoto, Soldier.

La vita

Personalità eclettica, ha ammesso di aver fatto uso di cocaina in gioventù e di essere stato ricoverato in una clinica psichiatrica. Il 4 dicembre 1988, Busey fu gravemente ferito in un incidente motociclistico in cui non indossava il casco. A causa di una frattura alla testa, i medici temevano che avesse subito un danno cerebrale permanente. Dopo questo episodio particolare, annunciò il suo riavvicinamento al cristianesimo.

Oggi ha 77 anni.