Venerdì sera dopo 20 anni ci siamo catapultati nel 1997 quando la televisione era ancora con pochi canali e l’intrattenimento era basato su programmi leggeri e godibili dall’inizio alla fine, specie quelli musicali come PassaParola e Sarabanda. L’intro del programma è stato un vero colpo a cuore con quella canzone FURORE FURORE FURORE NA NA, l’immagine di Alessandro Greco con il suo personale microfono e il suo sorriso  ha donato quella premessa di revival completo. Oserei definire Furore come un ponte tra fine anni 90 e inizio degli anni 2000 con la sua immancabile dance che ancora viene ballata nelle discoteche di mezzo mondo ma la domanda è questa: ” C’è ancora posto per Noi degli 80-90 per Furore “? [lwlWidget cod=”58affc9992cde7d20c0f4154”]



Partiamo dalla premessa che nel 1997 venivamo da Karaoke di Fiorello che già ci aveva abituato alla musica live in trasmissione e Furore non fece altro che portare questo sul teleschermo con personaggi vip in un contesto ludico. Ora 20 anni dopo l’effetto nostalgia è molto potente, quando eravamo adolescenti andavano di moda le serate anni 70 e adesso gli anni 90 hanno sostituito quell’effetto revival, adesso la serata vintage è quella ANNI 90.

Furore, è ritornato su Rai Due, fedele all’originale : stesso conduttore, stessa sigla , stessi giochi – dalle Canzoni Interrotte al Karaoke Arcobaleno – accompagnati dai divertenti e colorati “applausi” in sovraimpressione e la solita sfida che ha visto contrapposti i ragazzi alle ragazze vip. Tutto fedelissimo rispetto al passato, con interpreti diversi ovviamente, ieri ad esempio siamo stati in presenza di “Tina Cipollari ”, e del duo comico Gigi e Ross, col ruolo di disturbatori, che pur movimentando il pubblico non ci hanno convinto. Che, tutto sommato, questa operazione “vintage”, ormai sempre più in voga sia in Rai sia in Mediaset, l’ha però gradita. I commenti sulla nostra pagina sono stati buoni durante la diretta ed alcuni hanno commentato che lo vedevano 20 anni dopo con una presenza in più: i lori figli. C’è chi non lo ha visto per niente contrario a priori a qualsiasi operazione di revival. 


Il nostro personale commento è che Furore è una bellissima operazione nostalgica, riprodotta in maniera eccezionale con un grande Alessandro Greco che molto ha combattuto per riportare sul piccolo schermo il suo programma, solo che ora la televisione è cambiata, la gente ora desidera il talent, il social e l’interattività e un programma così rischia di stancare con le prossime puntate se non ci sarà coinvolgimento. Noi ci auguriamo il contrario perchè ci siamo molto divertiti nel vedere la puntata e solo risentire la canzone valeva il prezzo del canone Rai eheh.

Buoni consensi per un revival, ascolti che hanno segnato 1,9 milioni di spettatori e l’8,1% di share, che ha avuto il merito di donare agli spettatore una serata all’insegna ricca di divertimento e spensieratezza musicale.