Intervistato da Vanity Fair, Renzo Arbore ripercorre vecchi aneddoti e ricorda il passato. Da giovane, racconta, era timidissimo:

“Non parlavo neanche con il giornalaio, eppure ci conoscevamo tutti, il ricco, il povero, lo scappato di casa, il millantatore, il puttaniere”.

Il cambiamento arriva a Napoli, quando incontra Gerardo Gargiulo, suo attore feticcio ma soprattutto:

“un amico del cuore, lui fermava le ragazze per strada. Quindi, mi sono detto: “Allora, si può”

I grandi amici, quelli storici, ormai non ci sono quasi tutti più:

“Dovrei contentarmi di essere sopravvissuto, ma è comunque un grande dolore. Inutile fare l’elenco di tutti, basta ricordare Gianni Boncompagni, Luciano De Crescenzo, Mario Marenco…Su internet ci trovo cose che mi va di rivedere, compresi i miei amici. Grazie a Internet, Luciano è come se ci fosse ancora. È una grande consolazione”

Con Mariangela Melato erano stati insieme negli anni 70′, si sono allontanati per decenni e poi si sono ritrovati nel 2007, dopo la fine della storia con Maria Venier:

“Era scritto che saremmo tornati insieme, non avevamo mai smesso di vederci o sentirci”

E il dolore più grande della sua vita, dice, è stato assistere alla sua malattia, durata anni. La scomparsa di Melato lo addolora ancora oggi:

“Come diceva Alda Merini, aveva una grazia speciale. Era meravigliosa per la sua intelligenza, i suoi codici”