Stefano Righi e Stefano Rota  famosissimi come Johnson e Michael Righeira, la coppia che con due canzoni è rimasta incisa nell’olimpo della musica pop. Da «Vamos a la playa» a «L’estate sta finendo», una parabola eterna durata troppo poco. Liceo a Torino, Stefano più Stefano oggi non si parlano più. Ecco un estratto:

Come si arriva da Righi a Righeira?

«Ero in prima liceo, non conoscevo ancora Michael. Avevamo un prof sessantottino che ci faceva giocare solo a calcio e per divertimento ci cambiavamo i cognomi alla brasiliana. Come primo nome invece avevo cercato qualcosa di assonante con Hamilton Bohannon, una delle figure chiave della disco music, un mio idolo. Johnson Righeira nella mia testa doveva essere un oriundo, le prime biografie recitavano che ero stato rapito dagli alieni e poi ero ricomparso misteriosamente anni dopo; sognavo palme, avevo in testa un immaginario tropicale ma anche tecnologico».

Dal boom alla normalità, come l’ha vissuta?

«Con la stessa incoscienza e serenità. Non sono mai stato con le mani in mano, poi è arrivato il revival anni 80 e con quello la consapevolezza di aver segnato un periodo storico della musica pop italiana».

Vi sentivate incompresi?

«All’inizio eravamo snobbati, ritenuti due imbecilli sia come personaggi sia musicalmente. I critici musicali ci stroncavano e io pativo un casino, mi stava proprio sulle balle questa cosa. Non voglio sembrare presuntuoso ma eravamo avanti».

Gli anni Novanta sono segnati da separazioni e reunion. La chiusura definitiva dei Righeira è del 2016.

«Con Stefano c’è stato un progressivo allontanamento culminato in una lite che ha sancito la separazione. Ho continuato a fare serate da solo e da tempo non ci sentiamo più».

L’ultima lite?

«Uno scazzo dovuto a un progressivo aumento di incompatibilità, niente di specifico, ma non ci sopportavamo più».

FONTE CORRIERE