Christopher Robin, il bambino che ha vissuto tante avventure con i suoi amici, i vivaci e adorabili animali di pezza del Bosco dei Cento Acri tra cui Winnie Pooh, Tigro, Ih-Oh, Pimpi, Kanga, Roo, Uffa e Tappo, ora è cresciuto e vive a Londra, nella metà del ‘900, alle prese con i problemi dell’età adulta. Lavora come Responsabile del settore efficientamento presso un’azienda di valigie, cercando di trovare un equilibrio fra i lunghi orari lavorativi e gli impegni familiari. Ha quasi del tutto dimenticato lo stupore e la fantasia che hanno caratterizzato la sua infanzia. Ma prima o poi il passato ritorna e grazie ai suoi cari e vecchi amici ritroverà una parte di se stesso che pensava ormai di aver perduto..




Ritorno al Bosco dei 100 Acri si colloca nella strada che la Disney ha deciso di percorre negli ultimi anni, ovvero quello degli adattamenti dal vero dei suoi classici (si pensi anche a Il libro della giungla di Favreau del 2016). 


Nel nuovo film di Marc Forster, con protagonisti, oltre ai dolci animaletti che in digitale sembrano veri peluche, Ewan McGregor nei panni di Christopher Robin e Hayley Atwell nel ruolo di sua moglie Evelyn, vediamo un uomo che ha perso di vista la propria umanità e che si ricorda della parte migliore di sé solo quando si riconnette con la sua infanzia, la fantasia e la capacità di stupirsi. La spensieratezza infantile deve fare i conti con i limiti dell’età adulta e quando Robin riesce a ritrovare il suo spirito migliore la sua vita si arricchisce, si ricorda che le cose più semplici non devono essere trascurate o dimenticate. Non c’è avventura né azione, ma solo un messaggio semplice, che punta a esprimere  tanta, tantissima dolcezza e mielosità, scaturita soprattutto dal celebre orsetto goffo e sempre affamato, Winnie Pooh.  

Una Londra con i suoi tipici colori cupi e un po’ grigiastri è resa bene dalla fotografia, sempre dai toni malinconici e plumbei.

Adatto per bambini, per famiglie e per i più teneri di cuore!