A un anno da Amici come prima, il 68enne Christian De Sica torna dietro la macchina da presa insieme al figlio Brando per girare il suo nono film da regista dal 1991 ad oggi, ovvero Sono solo Fantasmi, una comedy horror. Chiaro, per non dire sfacciato, il riferimento a Ghostbusters di Ivan Reitman, sin dalla primissima scena e in tutto il suo sviluppo, che vede tre fratellastri inventarsi acchiappafantasmi nella città più scaramantica al mondo: Napoli.




Allora, prima di continuare la recensione, mettiamo subito in chiaro un punto. Il film è una commedia leggera e non esce da queste parentesi: non diverte come “Smetto Quando Voglio”, e non è innovativo come “Lo Chiamavano Jeeg Robot”. Che sia chiaro da subito. Allo stesso tempo però, per dare a Cesare quel che è di Cesare, non è neanche un cinepanettone travestito da Ghostbusters. È bene precisarlo perchè vedendo il trailer ci sembrava proprio cosi. Quindi ci troviamo in una via di mezzo che a dirla tutta, schifo non ci fa. Una commedia leggera di genere. Cosi si potrebbe definire Sono Solo Fantasmi. Partendo dagli attori, troviamo un grandissimo Buccirosso su tutti, che dovrà affrontare varie fasi col suo personaggio: addirittura lo sentiremo parlare in Milanese nella prima parte di film. Tognazzi anche è stato molto equilibrato non risultando mai troppo sopra le righe, ed era facile andarci con un personaggio del genere. De Sica invece fa De Sica, e a noi piace.




Il film non è un susseguirsi di gag scollegate tra loro, anzi, cerca di sviluppare una vera e propria storia, che tra alti e bassi, comunque tiene lo spettatore attento. La componete horror c’è, ed in alcuni punti è fatta anche notevolmente. A parte qualche jump scare facilone, troveremo dei dettagli indubbiamente inquietanti ed Horrorifici (come il fantasma finale). Questo non può che non far bene ad una pellicola di questo tipo, che si lascia andare anche su gli effetti speciali ed al cinema di genere. Il film poi ha tutta una lettura neanche troppo celata, che omaggia largamente Vittorio De Sica, talmente tanto che si potrebbe definire il quarto protagonista di questa storia. In conclusione, Sono Solo Fantasmi, come detto all’inizio, non esce da un certo tipo di cinema a cui siamo abituati da anni purtroppo, ma anche in quel certo tipo di cinema c’è roba fatta bene e roba fatta male: questa è fatta bene, anche solo per aver provato a giocare con il genere horror, sempre più messo da parte qui in Italia.